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	<title>Piano ma arriviamo</title>
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		<title>RACCONTI DI PASSATORI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 10:10:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Basta leggere qualche racconto per capire che il Passatore è molto più di una gara.È qualcosa che sfugge alla semplice idea di competizione: un viaggio quasi spirituale, fatto di emozioni, paure, fatica e piccoli momenti che restano addosso per sempre. Ognuno lo vive in modo diverso, perché ogni passo attraversa storie, limiti e pensieri personali. [&#8230;]</p>
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<p>Basta leggere qualche racconto per capire che il Passatore è molto più di una gara.<br>È qualcosa che sfugge alla semplice idea di competizione: un viaggio quasi spirituale, fatto di emozioni, paure, fatica e piccoli momenti che restano addosso per sempre.</p>



<p>Ognuno lo vive in modo diverso, perché ogni passo attraversa storie, limiti e pensieri personali. Eppure, alla fine, tutte queste esperienze si assomigliano: è come se lungo quei 100 chilometri passasse una stessa energia, una scia luminosa che unisce corpo, mente e cuore di chi parte.</p>



<p>Tra i tanti racconti ascoltati non c’è stato nessuno, nemmeno tra chi ha sofferto di più o chi si è dovuto fermare, che abbia parlato davvero male di questa esperienza. Perché il Passatore ti mette a nudo, ti chiede tantissimo, ma in qualche modo restituisce sempre qualcosa di profondo.<br>E anche chi, stremato all’arrivo, giura “mai più”, spesso lascia aperta una piccola porta: quel “mai dire mai” che il Passatore sa insinuare dentro chiunque lo viva.</p>



<p>Quest’anno erano tanti i Bradipi presenti, e ci è sembrato bello lasciare spazio alle parole e alle emozioni di ognuno di loro.<br>Grazie a chi ha scelto di condividere una parte così intima di sé.<br>E magari, leggendo queste righe, a qualcuno verrà voglia di esserci il prossimo anno.<br> &#8230;&#8230;.<br>Eccoci al rientro ma le sensazioni da esprimere questa volta sono diverse, sono tante non sono sensazioni personali ma un’esperienza di vita vissuta, nel vero senso della parola. Ci sono Maratone e maratone e ormai un po tutti noi le conosciamo. Una maratona parte veramente dallo START fino all’arrivo escludendo preparazione, alti e bassi della vita, ansie paure e condivisione con gli amici……ma ragazzi una 100KM parte da casa, vedi il trolley di Stich e il lungo viaggio che ti aspetta. Il ritrovo per il pettorale dove in genere ci si può fermare a chiacchierare o anche prendi e fuggi e vai in giro a goderti la città. Qui no, qui si respira aria di paese, dove ritiri il pettorale e poi tutti insieme a passare qualche ora sotto l’ombra degli alberi, a terra a smorazre la tensione, l’ansia della prima volta ma anche della seconda, della terza, della 15° e cosi via. Il pasto delle 11.30/12 per mettere su un po di energia e poi una camminata verso la partenza dove continui a trovare vecchi e nuovi amici a fare gli imbocca al lupo che sono importanti come mai in nessuna altra competizione. Sorprese come amiche che ti vengono a trovare alla partenza lasciandoti a bocca aperta, gli ultmi abbracci prima dello START e si parte. Come si parte?!? Piano, ma sul serio. Davanti hai 100KM e c’è tempo per goderseli tutti senza fretta, con la dovuta testa e forza d’animo che tutti noi ci distingue. Passo dopo passo concretizzi che questa non è una gara ma una pagina di un libro che stai scrivendo. Ci sono momenti di grande indecisione ma lungo il percorso trovi gente ad aiutarti e a condividere con te Km. Per me questa è stata la 4° volta e per 4 volte ho condiviso la salita della colla con Elena Lorati ( ti voglio bene ma già lo sai ) che puntualmente mi ha recuperato (raccattato) si perche alla Colla io ogni volta vorrei mollare ed è SOLO per lei che riesco puntualmente a farla per poi superare il valico e andarmene. Al 62°, dopo un anno di attesa, si un anno di attesa in cui ho voluto con tutto me stesso ringraziarlo di nuovo, ho cercato e trovato il volontario, Gianni, che l&#8217;altro anno mi ha soccorso quando sono stato male. Lo vedete in foto e con grande gioia mi ha riconosciuto ed abbracciato. Poi cala la notte e corri per inerzia senza vedere se fai salite o discese, continui a scambiare due chiacchiere con altri runner, o forse erano solo fantasmi? cominci a non contare piu i km ma i ristori…ok ne mancano 5, ok 4 ok ci siamo quasi e quando mancano 2 km cominci a tirare come mai nella tua vita andando a 2’50”, 3&#8242; al km perche non vedi l&#8217;ora di arrivare. Poi con calma controlli i LAP su Strava e realizzi che stavi andando a 5’30&#8243; ma la sensazione era un&#8217;altra. Infine la medaglia al collo, gli abbracci di condivisione di quella che è stata UNA FANTASTICA AVVENTURA. Non so cosa posso avervi trasmesso con queste parole ma di una cosa sono certo, 100sti siate fieri di voi stessi sempre e comunque. (<strong>Andrea Bucra</strong>).</p>



<p>Del percorso si sa tutto ormai, personalmente mi sono molto emozionato quasi commosso dalla sorpresa che mi hanno fatto le mie amiche ( bradipe) Chiara e Valeria che sono venute alla partenza senza che io sapessi nulla, per quanto riguarda la mia gara mi sono innervosito a Borgo S. Lorenzo quando ho notato che il traguardo intermedio era quasi due km più avanti rispetto al dove era posizionato nelle edizioni passate e da lì i km sembravano sempre più lunghi ho cercato di colmare il gap e da lì a Marradi ho spinto fino a guadagnare una ventina di minuti rispetto la mia tabella di marcia( un piccolo capolavoro) ho cercato di tenere nonostante dal 76⁰ problemi intestinali e di stomaco ma al 90⁰ sono crollato fisicamente ma soprattutto moralmente perché il vero traguardo dei 90 era ancora un miraggio.<br>Ho tenuto soprattutto perché volevo dedicare la medaglia alle mie (come dicono loro) C<em>heerleader</em> e sono riuscito ad avere la piccola soddisfazione di tagliare il traguardo dei miei 100km sotto le 12h dato che mi ero allenato per questo, da qui in poi ho solo camminato per andare a prendere questa sudatissima medaglia. (<strong>Silvio Carnevali</strong>).</p>



<p>Era il mio secondo e, credo, ultimo.<br>Appena arrivato ho detto mai più (l&#8217;anno scorso, appena arrivato, dissi che certamente l&#8217;avrei rifatto nel 2026). Dopo 24 ore, dico mai più al 90%. Poi si vedrà. Prima e unica esperienza era il 14h,10&#8242; dell&#8217;anno scorso. Nel mio solito (insensato) ottimismo…puntavo a fare 13h,30&#8242;. Tra il km 1,2 e il km. 1,5 ho capito che non ce l&#8217;avrei mai fatta…dando comunque per scontato che avrei disintegrato il tempo del 2025. Nei passaggi intermedi ero sempre avanti di 4-5 minuti. A Brisighella in ritardo di 3 minuti. M&#8217;è presa una rabbia che a confronto Regan MacNeil (..<em>è un personaggio immaginario, protagonista del romanzo L&#8217;esorcista e della saga cinematografica omonima da esso tratta), </em>era una timorata di Dio <em> </em>.<br>Ripartito a razzo dal 88° e saltando ogni ristoro, negli ultimi 12Km ho dato circa dieci minuti al Massimo del 2025, chiudendo a meno 7&#8242; (14,01,30 circa di real time)… appena arrivato, il crollo, per due ore tremavo come una foglia e non mi muovevo più. Gambe tuttora doloranti.<br>Caro Passatore, sei come un&#8217;amante gnocca da morire ma pazza da legare e pericolosa. … &#8220;con te ho chiuso per sempre&#8221;&#8230;Come lo dici all&#8217;amante pazza. Ma poi si sa come vanno a finire queste promesse che dici dici, ma poi. (<strong>Massimo Priore</strong>)</p>



<p>Ho corso dal primo all&#8217;ultimo metro facendo il pacer per un mio amico all&#8217;esordio. Sono riuscito a spronarlo sempre e fargli superare le tante crisi. Senza di me si sarebbe ritirato sicuramente. Abbiamo chiuso di pochissimo sotto le 16 ore. Accompagnarlo è stato un piacere e una grande soddisfazione. Per la cronaca è stata la mia 173esima tra Maratone e Ultra.. (<strong>Paulo Cossio La Rosa</strong>)</p>



<p>Primo Passatore.<br>È iniziato malissimo ed è finito nel modo più bello possibile. Dal decimo chilometro ho iniziato ad avere crampi allo stomaco che mi hanno devastato fisicamente e soprattutto mentalmente. Ho pensato di mollare non so quante volte. Mi sono trascinato così fino al sessantesimo, completamente svuotato. Poi è arrivato anche il calo di zuccheri: senza riuscire a mangiare, non avevo più energie. Lì però sono stati fondamentali gli amici che avevo accanto. Mi hanno aiutato, mi hanno fatto mangiare quasi a forza e pian piano mi sono ripreso. Al settantesimo ho vomitato tutto quello che avevo in corpo… e paradossalmente da lì è iniziata un’altra gara. Dal settantesimo in poi è stato tutto cuore. Solo cuore.<br>Pensavo a tutti gli allenamenti fatti, a tutta la fatica accumulata nei mesi, e sapevo che dovevo arrivare fino in fondo. Mi godevo i panorami bellissimi, ma soprattutto il viaggio nella notte. Quella parte è qualcosa di mistico: resti solo con te stesso, senti il rumore del passo che diventa sempre più pesante, che sbatte sull’asfalto, e intorno c’è un silenzio quasi catartico. Tutti stanchi, distrutti, ma con un unico obiettivo: arrivare. Ho visto tanta solidarietà lungo il percorso, tanta umanità vera.<br>E quando sono arrivato, ho pianto dalla gioia. Perché in quel momento ho realizzato davvero quello che avevo fatto. Primo Passatore chiuso in 13 ore e 46 minuti. Una sofferenza assurda.<br>Un’emozione ancora più grande. (<strong>Alessio Zenga</strong>)</p>



<p>Purtroppo io ho avuto un&#8217;esperienza diversa, tantissimo traffico, noi runner bloccati da macchine incastrate ai semafori a senso alternato, bici con musica tecno, macchine in sosta altrettanto. E&#8217; stata una bella esperienza ma devo dire che non ho vissuto la magia che mi aspettavo.<br>Sono andato pianissimo in salita perché muscolarmente sono una pippa e cammino piano, poi nei secondi 50k ho lasciato le gambe andare come volevano. A Brisighella mi sono commosso, cavolo ne ho fatti 90! Già basta questo per dire che ne è valsa la pena. L&#8217;ho detto, da subito, la compagnia di questo gruppo è stata unica, veramente. (<strong>Alessandro Corona</strong>)</p>



<p>12 ore e 39 di totale solitudine&#8230; così ho deciso di farlo il mio Passatore&#8230; io piccola donna che con il mio zainetto ho scavallato gli Appennini in solitaria, questo mi ha fatto sentire molto forte. E&#8217; stato bellissimo ritrovarci tutti insieme alle Cascine prima della partenza: pranzare sul prato con il nostro riso in bianco, condividere ansie, aspettative e risate per alleggerire un po’ la tensione prima di avviarci verso il via. Il grande protagonista di questo Passatore è stato il caldo: 30 gradi alla partenza e temperature alte per molte ore hanno messo in difficoltà tanti runner, soprattutto nella prima parte del percorso. La cosa più importante è stata restare lucidi e gestire la fatica fino alla Colla. Per me il momento più bello è arrivato proprio dopo lo scollinamento: finalmente ho iniziato a correre davvero, nel buio un bellissimo cielo illuminato da una splendida luna. Da lì fino a Marradi è stato emozionante, mentre il tratto successivo, con continui saliscendi, si è rivelato molto duro sia fisicamente che mentalmente. In gare così la testa fa la differenza: ho avuto anche io un momento difficile, ma sono riuscita a riprendermi e a chiudere correndo. Ho cercato di non fare confronti con l’anno scorso, vivendo questa esperienza per quello che era, e credo sia stata la scelta giusta. Alla fine, nonostante la stanchezza e il caldo, tagliare il traguardo correndo e con grinta è stata un’emozione enorme. Il Passatore ti chiede tantissimo, ma ti lascia altrettanto e resta davvero nel cuore. (<strong>Donatella Torre</strong>)</p>



<p>Sono anni che pensavo di fare questa gara ma non mi sono mai sentita pronta, non tanto fisicamente ma mentalmente. E Sabato ne ho avuto la prova, perché per il gran caldo al 30º chilometro volevo ritirarmi per crampi e gambe vuote. Solo la testa mi ha salvato, e non è la stessa testa che avevo due anni fa … e’ cresciuta con gare di allenamento intermedie scelte con il mio coach e superando le difficoltà personali di questi ultimi anni (quanta resilienza nella vita!). Una cosa che ho imparato e’ che queste ultra pareggiano tutti quanti perché, con tutte le variabili e difficoltà che possono nascere nel lungo percorso, il corridore medio può arrivare prima o fare meglio del corridore esperto e alla fine ti rendi conto che un crono vale l’altro … si è finishers e questo ci rende tutti uguali. Per me è stata una gara emozionantissima, oggi mi sento più ricca di ieri, per i paesaggi visti, per le nuova amicizie strette, approfondite o rinsaldate, ma soprattutto per la grande prova di amore ricevuta dai miei cari che mi hanno dato tanta forza. <br>Tranne un saluto a mia madre la notte quando ho visto le stelle alla Colla, sono rimasta sempre molto centrata sulla gestione della gara, sulle mie sensazioni, cercando il passo giusto sapendo quello che mi aspettava, cercando di nutrirmi e di bere costantemente rispettando però anche i segnali dello stomaco, coprendomi il giusto quando serviva; sono felice di poter dire di non aver sbagliato granché e di non essermi mai detta in gara “ma chi me lo ha fatto fare” … alla prima 100 chilometri non e’ da poco. <br>Dico sempre “mai dire mai” ma in questo caso credo di poter dire che nonostante mi sia piaciuta tantissimo questa gara non penso di bissarla a breve, semplicemente perché tendenzialmente mi piace fare sempre cose diverse. Posso però dire con certezza che non sarà questa l’ultima ultra che farò. Finché il divertimento e le emozioni saranno più forti della fatica e del dolore si macinano km. (<strong>Chiara Ciaccia</strong>)</p>



<p>Ci sono tanti modi per affrontare una sfida: prepararsi con costanza per mesi oppure buttarsi nella mischia da perfetti incoscienti. Io, ovviamente, ho scelto la seconda opzione presentandomi alla 100km del Passatore con qualche corsetta sporadica, una sola maratona corsa anni fa e un infortunio recente che aveva azzerato gli allenamenti. L’idea del Passatore mi girava in testa da anni, finché non ho trovato due compagni di sofferenza, Mary e Rob, e mi sono iscritto. E così, quasi senza preparazione, eccomi a Firenze il giorno della gara. La partenza, sotto un caldo devastante, è stata subito brutale: la salita verso Fiesole ha prosciugato energie e ottimismo. Dopo appena 20km pensavo già al ritiro, il primo di moltissimi momenti in cui mi sono chiesto chi me l’avesse fatto fare. Con Rob abbiamo alternato corsa e camminata inventandoci anche un codice per le pause: il mio “RIP”, che poteva significare sia “riposo” sia “riposa in pace”. Lui è stato fondamentale: sempre pronto a trascinarmi avanti con piccoli obiettivi tipo “ripartiamo da quella casa laggiù”. La parte peggiore è arrivata di notte, sulla salita della Colla: buio totale, stanchezza e chilometri che sembravano non finire mai. Poi Casaglia, i primi veri dolori, le vesciche, il ghiaccio spray, i farmaci e uno stomaco ormai in guerra aperta contro di me. Dopo Marradi ho smesso praticamente di correre: si andava avanti camminando veloce, più per testardaggine che per forza fisica. Ma proprio lì è arrivata la consapevolezza più importante: il corpo avrebbe mollato molto prima, la testa no. Gli ultimi chilometri verso Faenza sono stati pura sopravvivenza. Non avevamo più piedi ma due enormi vesciche senzienti. Però l’incoraggiamento delle persone lungo la strada ci ha trascinati fino all’arrivo. Quando siamo entrati a Faenza eravamo distrutti. Niente sprint finale sotto gli archi: troppo alto il rischio di crollare a terra. Ma alla fine è successo davvero: avevamo finito il Passatore. È la gara più bella del mondo, come dice lo slogan? Per me no. Però è sicuramente un viaggio estremo dentro sé stessi: una follia che ti insegna quanto contino la volontà, la testa e le persone che ti stanno accanto. È stato il mio primo Passatore? L’UNICO! :) (<strong>Raffaele Nicolussi &amp; Roberto Gaudenzi</strong>)</p>



<p>Ero partito già con un’infiammazione al femorale sinistro, quindi con un handicap non da poco. Le salite le ho sofferto tantissimo, soprattutto quella della Colla: faceva caldissimo già alla partenza, una cosa davvero tremenda e faticosa. Sulla Colla ho camminato parecchio perché i femorali facevano male e ogni passo pesava. Arrivato in cima, però, ho mangiato un piatto di pasta e lì sono praticamente rinato. La lunga discesa di circa 15 km fino a Marradi è andata molto bene: correvo sciolto, stavo decisamente meglio e ho ripreso quasi tutti quelli che mi avevano superato sulla Colla. Dopo, però, il dolore al femorale è tornato a farsi sentire. Camminavo anche piano rispetto a chi riusciva a fare una camminata veloce. A Marradi finisce la vera discesa e iniziano i continui saliscendi fino all’arrivo: lì ho rallentato e ho cercato di gestirmi. Tra un ristoro e l’altro ho quasi sempre alternato corsa leggera e cammino, tranne nell’ultimo tratto, dall’ultimo ristoro fino alla fine, dove ho continuato a corricchiare e camminare insieme. Con il passare dei chilometri andavo sempre più piano, fino ad arrivare intorno agli 8 minuti al chilometro.Ai ristori ho bevuto tantissimo e ho mangiato tutto quello che sentivo di riuscire a mandare giù: banane, pane con la marmellata, tè c ldo, brodo caldo. Alla Colla ho mangiato anche la pasta perché ne avevo davvero bisogno. Ho fatto un po’ di casino a Casaglia, al km 53, con il cambio vestiti. Non avevo capito bene come funzionasse la consegna del borsone e mi hanno dato uno zainetto per il cambio; lì si è anche rotta la zip e ho perso un po’ di tempo. Esperienza che servirà per la prossima volta. Alla fine ho chiuso in 14 ore, 37 minuti e 50 secondi, e per me va più che bene. Sono arrivato praticamente due minuti dopo l’alba ufficiale, quindi ho tagliato il traguardo all’alba: una cosa davvero bellissima. La prima parte l’ho sofferta molto, mentre la seconda me la sono goduta decisamente di più. La notte, dalla Colla fino a Marradi, è stata spettacolare: un serpentone infinito di lucine sulle stradine e nei paesini, e la sensazione di non essere mai davvero solo. C’era sempre gente intorno, chi correva e chi camminava, ed è stato davvero emozionante. Da Marradi fino alla fine ho ricominciato a soffrire, ma lì era soprattutto stanchezza più che dolore vero da infiammazione. Ho stretto i denti e sono andato avanti bene fino all’arrivo. Alla fine, insomma, sono davvero contento. (<strong>Andrea Paluzzi</strong>)</p>



<p>Seconda mia partecipazione dopo quella del 2024 , iscritto così senza un motivo ma solo per riprovare il percorso più iconico delle gare da 100 su strada. Caldo infernale dalla partenza fino ai primi 30 km che mi ha segato le gambe facendomi pensare più volte a mollare, ed è solo grazie a Vanessa che mi ha spinto a continuare quando mi sentivo un sacchetto dell&#8217;umido con le gambe di massello che tra imprecazioni varie ho continuato. Piano piano le temperature sono diventate accettabili ed ho cominciato a macinare chilometri con più tranquillità, la salita della Colla fatta in gestione senza andare sopra giri e le discese in spinta senza esagerare. Ma questa volta ad abbandonarmi è stata la pancia che ha iniziato a darmi noia dal 60°km in poi con fitte tremende che mi costringevano a fermarmi e camminare e soprattutto non mi permettevano di nutrirmi ed integrare al meglio. Andato avanti ad acqua gasata e limone poi la situazione è leggermente migliorata e stringendo i denti e combattendo contro la noia degli ultimi 25 km sono riuscito a chiudere arrivando a Faenza con un tempo migliore di quello di due anni fa. Non avendo corso praticamente mai su asfalto e senza preparazione specifica mi ritengo molto soddisfatto soprattutto per aver tenuto mentalmente nella difficoltà. Anche questa portata a casa ed ora riposo che ho un po&#8217; di nausea da corsa.<br>Un mega immenso grazie aVvanessa che mi ha aspettato in molti ristori dandomi una carica incredibile, senza di lei non credo avrei fatto meglio! (<strong>Alessandro Federici</strong>)</p>



<p>E ancora, <strong>Riccardo Falcione</strong> che non è un tipo emozionale ha analizzato più attentamente <em>come reagisco a un regime di metabolismo dei grassi e migliorato la gestione del corpo </em>..</p>



<p><strong>Elena Lorati</strong> condivide tutto quanto detto dagli altri, però la curiosità ogni tanto le fa prendere il telefono in mano per leggere le sensazioni dei compagni di viaggio.. ha comprato tutte le foto!</p>
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		<title>I PRIMI CALDI, I PODI, I BARBECUE, E&#8217; ARRIVATA L&#8217;ESTATE!</title>
		<link>https://www.pianomaarriviamo.it/i-primi-caldi-i-podi-i-barbecue-e-arrivata-lestate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 09:25:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Report]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si soffrono i primi caldi al Giro del Lago di Vico, ottima intuizione la partenza alle 8,30 con il sole non a picco che ha permesso ai runners di ripararsi con l&#8217;ombra degli alberi sul percorso. Siamo state una delle poche squadre, forse l&#8217;unica, con il Gazebo. Per questo un grazie sempre al Presidente e [&#8230;]</p>
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<p>Si soffrono i primi caldi al <strong>Giro del Lago di Vico</strong>, ottima intuizione la partenza alle 8,30 con il sole non a picco che ha permesso ai runners di ripararsi con l&#8217;ombra degli alberi sul percorso. <br>Siamo state una delle poche squadre, forse l&#8217;unica, con il Gazebo. Per questo un grazie sempre al Presidente e a chi lo ha aiutato. Il percorso è ondulato che con il sole si rivela un mix letale che ha fatto correre tutti in maniera più prudente rispetto al solito. Il percorso come di consueto è stato interamente chiuso al traffico e gli atleti hanno corso in un silenzio irreale, a volte piacevole, a volte inquietante, intorno solo campagna, alberi e noccioleti. Si intravede anche qualche scorcio di Lago sullo sfondo. Le buche e la sabbia sono sempre li, dagli anni passati, poi si arriva alla parte finale, la più impegnativa, l&#8217;ultima salita, e la picchiata finale di circa 400mt, con la curva a gomito che ti porta al traguardo. <br>Il percorso breve di 8,4km è molto tosto, partenza in salita, in pratica è il segmento finale della lunga, giro di boa e si ripercorre la salita e la picchiata al traguardo. <br>Molti di noi a premio, per la breve femminile 2 podi: Valeria Lori 2a donna, e Martina Moscetta 3a. Per le categorie, Elisabetta Ricchi 2a F60 e Loredana Frallicciardi 1a F65. Podio maschile, Gaetao Vitale 3°mentre per le categorie Alessio Zannini 1° M45, Daniele Trappolini 1° M60, Angelo caffari 3° M65. In pratica degli 8 bradipi presenti tutti a premio! Complimenti.<br>Per la 21km Giulia Giambartolomei sul podio, arriva 3a. Per le categorie Chiara Ferraris appena rientrada da infortunio 1a F35 e 4a donna, Carla Mazza 1a F55, Beatrice Bernabini 1a F60, seguita da Rosaria Pulvirenti 2a F60, Lorena Iglesias 2a F50, Serena del Regno 2a F35. Per la maschile Roberto testero 2° M45, Alessio Biagioni 1° M50, Marco Cipriani 2° SM, seguito da Giuanluca Fiorentino 3°. Luciano Quattranni 2* M40, Luciano valeri 1° M70, Alessandro Coianiz 3° M60 (Pacer).</p>



<p><span style="text-decoration: underline;">Infine la squadra 1a per numero di atleti, eravamo 68</span>.</p>



<p>La giornata si chiude con un bel barbecue a bordo lago, una piccola festa quasi in chiusura di stagione. Un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito al successo di questa giornata, in particolare ai fuochisti, vera anima di ogni Barbecue che si rispetti.</p>



<p>Carino il gioco di parole della <strong>80 voglia di corsa</strong>, 10km svolta al poligono di Monte Romano (VT). Competizioni generalmente in sordina che hanno invece organizzazione accurata e spirito benefico. L&#8217;intero incasso è stato devoluto alla Onlus di Viterbo che si occupa di ragazzi con la sindrome di down. Interessante sottolineare che oltre alla competizione atletica, un ruolo centrale è stato ricoperto dall&#8217;area espositiva e dimostrativa dell&#8217;Esercito. Grande interesse ha suscitato lo stand del <em>Centro di addestramento tattico (Cat)</em>, nel quale i numerosi visitatori hanno potuto osservare da vicino le moderne tecnologie addestrative. Sono stati simulati scenari operativi reali e complessi, evidenziando la piena integrazione tra tecnologia e preparazione tecnico-professionale propria del soldato moderno. Da mettere in agenda per il prossimo anno. Per quanto riguarda la competizione, alla gara su strada la bandiera bradipa l&#8217;ha tenuta Mauro Mazzeo, (2° Cat C). Prevista anche la <strong>campestre di 20km</strong> alla quale era presente Gian Piero Di Giulio.</p>



<p><strong>Rincorriamo la Pace per Emergency</strong>, alla sua 11esima edizione, raccoglie fondi per le attività e i progetti di <em>Emergency</em> con partenza presso la Pineta di Castel Fusano. Tra i 16 Bradipi presenti Carla Della Bella 2a F65. Premiati anche gli atleti Fispes Ada Amirata ed Emanuele Columbu.</p>



<p>Altra 10km la <strong>Corri Maccarese</strong>, la manifestazione, alla sua 2a edizione, intitolata a Fabrizio Bossoni, motociclista scomparso in un incidente sul Grande Raccordo Anulare. Il percorso è pianeggiante principalmente sul lungo mare. I bradipi presenti: Daniele Bensaadi, Angelo Di Gianmarco, Gabriele Elisei, Francesco Russo, Vitaliano Perfetto, Ilaria Reali. </p>



<p>Anche la <strong>Maratonina Azzurra</strong> è all&#8217;insegna delle Forze Armate. La partenza prevista presso la sede di Borgo Piave dalla 4ª Brigata Telecomunicazioni e Sistemi per la Difesa Aerea e l’Assistenza al Volo. si rivela una vera e propria festa dell&#8217;Areonautica Militare. Alla partenza infatti militari e runners affronteranno il percorso di 11km. Tra i Bradipi presenti, Sophie Brunetti 3a F35, Massimiliano Indaco, Fabio Ferrazza, Valentina Evangelisti. </p>



<p>Bradipi anche alla <strong>Run For Liver</strong>, evento dedicato alla promozione della salute e della prevenzione attraverso l&#8217;attività fisica. L’appuntamento è fissato presso il quartiere di Trigoria ove è presente un vero e proprio villaggio della salute, con screening gratuiti. Per la parte agonistica, Federico Boni 1: SM e 8° assoluto, Luca Ugo 3° M50, Samuele Boldrin 1: M55 mentre Ludovica Garro 3a SF. Presenti anche Paolo Gallo, Lorenzo Cuda e Patrizio Carapellese.</p>



<p>Ai Campionati individuali Master 5 km su strada, a Misano Adriatico Christian Alimonti lima di 20 secondi il suo precedente PB, scendendo a 20.47.<br></p>



<p>Per le gare all&#8217;estero Iolanda Falcone a <strong>Edimburgo per la mezza maratona</strong>, in un contesto più ampio di competizioni, tra cui la Maratona. Gara bellissima, tempo meraviglioso e caldissimo. Gara con diversi saliscendi costeggiando il Fiordo del Mare del Nord da Portobello a Prestongrange tra musica, applausi, caramelle. Caldo insolito ma gradito dove si solito fa da padrone il freddo e il vento, </p>



<p>Altra <strong>Maratona a Cape Town</strong>, con percorso molto impegnativo, in un contesto moldo differente da qualli solitamente calpestati. tantissimo tifo e ottima organizzazione. per i bradipi Sonia Scialanca e marco Novelli per la 42k Eva Brundo sulla 10km. <br><br>Manca qualcosa? SI i <strong>100km del Passatore</strong>, ma per questo facciamo un racconto a parte.. </p>



<p><br></p>
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		<title>L’Elbade in salsa bradipa di Checco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 17:39:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella splendida Isola d’Elba, resa quasi mitologica dai racconti di Alexandre Dumas e dalla prigionia del Bonaparte, dal 13 al 17 maggio ha preso vita lo splendido Iron Tour: una gara meravigliosa che si snoda in cinque tappe, in cinque luoghi diversi dell’isola, tutte sulla distanza sprint. Il periodo, si sa, non è dei migliori: [&#8230;]</p>
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<p> Nella splendida Isola d’Elba, resa quasi mitologica dai racconti di Alexandre Dumas e dalla prigionia del Bonaparte, dal 13 al 17 maggio ha preso vita lo splendido <strong>Iron Tour</strong>: una gara meravigliosa che si snoda in cinque tappe, in cinque luoghi diversi dell’isola, tutte sulla distanza sprint. Il periodo, si sa, non è dei migliori: il clima a maggio ha la stabilità emotiva di un adolescente. Il nostro eroe, in sole 120 ore, si è fatto quattro stagioni complete: dal grigiore del primo giorno al gelo del secondo, passando per il diluvio universale di Bagnaia (non Pecco!!!), dove non si vedevano le boe e la grandine rigava le braccia in bicicletta.Poi vento a 30 km/h e, finalmente, l’ultimo giorno: una cartolina dalle Hawaii. Giusto per non farsi mancare nulla. Ma si sa, ogni grande impresa contempla il passaggio per i mari (Marco Polo muuuuto!!!) e, nel triathlon, questo significa nuoto: il grande amore di Checco&#8230;La temperatura dell’acqua era intorno ai 17 gradi: praticamente una seduta di crioterapia inclusa nel prezzo!!!Il secondo giorno il mare mosso ha preteso il suo tributo in bevute e fatica. Il terzo giorno, per evitare che i partecipanti finissero direttamente in Corsica, gli organizzatori hanno optato per un giro all’australiana: 750 metri stipati come tonni in scatola, culminati con un simpatico schiaffo in faccia da parte di un concorrente anonimo che gli ha fatto saltare gli occhialini.Ma è l’ultima tappa quella che vale il prezzo del biglietto: acqua cristallina, saraghi, posidonia e colori che sembravano usciti da una cartolina. Una meraviglia!!! </p>



<p>Dal nuoto alla bici il passo è breve: i percorsi sono da appena ondulati della prima frazione bici, fino all’ultima: dove li aspettano 4 km di salita al 15% da ripetere due volte. Una vera goduria per gambe, cuore e spirito!!! </p>



<p>E dopo la bici arriva la corsa: tre tappe su asfalto, due su sterrato. L’ultima, in particolare, è stata un piccolo inferno personale: un trail massacrante tra rocce e saliscendi, perché si sa&#8230; l’Elba sa essere bellissima, ma non è mai tenera. Gara consigliatissima, anche se massacrante. Circa 70 partecipanti che, per cinque giorni, hanno condiviso gioie, dolori, fatiche e imprese.Con tanto di presenza di un improbabile tuttofare napoleonico che, oltre a riparare e aiutare chiunque potesse, si dilettava in frizzi e lazzi: arrivando persino a depilare una gamba del malcapitato Checco, pena la squalifica per eccesso di peli!!! Sono ufficialmente aperte le candidature per il 2027. Io e Checco ci siamo.E voi? Restate davvero a guardare???</p>
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		<title>DAL SERPENTONE ALLA FRANCIA I BRADIPI NON SI FERMANO MAI</title>
		<link>https://www.pianomaarriviamo.it/dal-serpentone-alla-francia-i-bradipi-non-si-fermano-mai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 09:10:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Report]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di nuovo protagonisti i nostri bradipi questo week end. Partiamo con le gare di casa, a Corviale si disputa la prima edizione della Corviale Running di 10km.Partecipazione d&#8217;obbligo per chi dei nostri vive nelle vicinanze, per alcuni si è trattato semplicemente di scendere sotto casa e arrivare al nuovo parco di Corviale, da dove partiva [&#8230;]</p>
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<p>Di nuovo protagonisti i nostri bradipi questo week end. Partiamo con le gare di casa, a <strong>Corviale</strong> si disputa la prima edizione della <strong>Corviale Running</strong> di 10km.<br>Partecipazione d&#8217;obbligo per chi dei nostri vive nelle vicinanze, per alcuni si è trattato semplicemente di scendere sotto casa e arrivare al nuovo parco di Corviale, da dove partiva la gara. Il percorso si snoda su due giri da 5 km. Il tutto è chiuso al traffico e tranne per qualche macchina che sfugge ai controlli, si corre in totale sicurezza. Nella prima parte del percorso si corre a fianco del famoso &#8220;Serpentone&#8221; lungo un viale alberato. Saranno proprio gli alberi che accompagneranno gli atleti per buona parte del tracciato, garantendo loro una piacevole ombra. Pianura e una leggera discesa nei primi due km, poi iniziano i primi sali e scendi fino ad arrivare a un breve bastone dove i corridori si incrociano e dove scatta l&#8217;immancabile incitamento Bradipo. Dopo un ultimo tratto in discesa, arriva la temuta e lunga salita finale che si farà sentire soprattutto nel secondo giro. Ultimo km di gara in pianura, dove si passa al traguardo per poi ricominciare il secondo giro. All&#8217;arrivo un ottimo e fornitissimo <em>buffet</em> offerto dall&#8217;organizzazione che non ci fa rimpiangere il nostro terzo tempo. Lo sponsor della gara è un noto birrificio romano (<em>se si può dire è ECB, Eternal City Brewing</em>) e i premi di categoria sono ovviamente in birra. Gara nel complesso carina, ha ricordato un po&#8217; <em>La Corsa di Chiara,</em> sia come atmosfera che come percorso. Tra i lati positivi sicuramente il percorso in quasi totale sicurezza, il buffet finale e i premi di categoria, che hanno visto i nostri Bradipi protagonisti. Sonia Scialanca1a F45 e 5 donna, seguita da Francesca Oliosi 2a F45 e 6a donna, ancora Roberta Tiberi 1a F35. Altri bradipi presenti, Raffaele Capasso, Mirko Vigliotti, Alberto Nursia, Francesca Pietrocarlo, Donatella Torre ed Elisabetta Argiolas. Anche se il gruppetto non è molto nutrito, Piano Ma Arriviamo 2a squadra per atleti al traguardo.</p>



<p>Alla <strong>Joy Run</strong>, siamo uno squadrone, e mantenendo la scia della classifica per società infatti arriviamo primi, (tolta LBM, squadra organizzatrice della gara), con 118 bradipi pronti a dare il massimo sul percorso di 10km certificati. Anche in questo caso i 10k si snodano in 2 giri da 5k.<br>La novità è che quest’anno la gara si è stata inserita nel calendario regionale della <strong>FISPES</strong>, (e di questo ringraziamo Peppe Minici che si è davvero prodigato) che la JoyRun sostiene sin dalla prima edizione, devolvendo il ricavato della gara per il progetto Scuola itinerante e l’acquisto di speciali ausili per i giovani atleti con disabilità. Presenti e premiani i nostri atleti Fispes sostenuti da noi Bradipi da quando è iniziato questo progetto. A tal proposito ringraziamo pubblicamente sempre le nostre guide che supportano questi ragazzi, permettendo loro di essere inseriti nell&#8217;ambito dello sport e di essere premiati. La sezione Fispes infatti, è inserita sempre in più manifestazioni. <span style="text-decoration: underline;">Approfittiamo anche per chiedere ai runner che volessero provare a farae l&#8217;esperienza di guida di contattarci</span>. Festa riuscita alla grande grazie anche all&#8217;animazione musicale di Dimensione Suono Roma cha partecipato alla gara con una sua squadra.<br>Passo ai premiati: una strepitosa Giulia Gianbartolomei arriva 1a SF e 4a assoluta. Claudia Pezzatini 2a F45, Carla Mazza 1a F55, Diana Merlonghi 2a F40, Beatrice Bernabini 2a F60, Carla Della Bella 1a F65. Per la Maschile Luigi Chierchia 1° M65. Perfetto anche il servizi Pacer che ha accompagnato tutti puntuali al traguardo facendo fare qualche PB, Bruno Petruzzo , Dimitri Verdecchia, Mauro D&#8217;Agostino, Alessandro Pizzoni, Stefano Pagano. </p>



<p>Altra 10km La <strong>Maratonina delle Periferie</strong> sulle strade di Palmarola, qui 2 bradipi 2 premi di cat M55, rispettivamente Marco Tornari 1° e Carlo Poddighe 2°. Il tracciato, sviluppato su strade asfaltate con un profilo altimetrico ondulato, con partenza e arrivo nella zona di Largo Codogno.</p>



<p>A Villa Ada si fa solidarietà, <em>Run &amp; Smile</em> organizza per la prima volta l&#8217;edizione di 10km di <strong>Bianco Airone Run</strong>, 2 giri da 5 km su percorso sterrano e ondulato. Prevista anche la non competitiva e la camminata di 5km. Tutti gli atleti premiati con medaglie, un buon terzo tempo, e importante, l&#8217;intero incasso è stato devoluto alla Onlus Bianco Airone, che supporta malati e pazienti durante i momenti difficili senza lasciarli soli. Per i Bradipi presente Mirko Sarandrea 2° M50, Samuele Boldrin 1° M55 che sini stati immortalati dal nostro Flavio Gioia in veste di Ph.</p>



<p>A Monterotondo si corre la <strong>Engineering Race</strong>, di 6.8km, gara a numero chiuso che sul podio porta la firma verde nero. Eleonora Bazzoni 2a donna, presenti anche Nello Perri e Domenico Scipioni, secondi rispettivamente M65 e M75. La Bazzoni la ritroviamo anche Venerdì alla <strong>Corriamo verso Montecassino</strong>, gara di 10km, dove si piazza 2a donna. Igor Toppi 5° assoluto e 2° M40.</p>



<p>Cambiamo regione, alla <strong>Pescara half</strong> <strong>Marathon</strong> 5 bradipi, Alessandro Reali, Matteo Imperioli, Alessandro Bettozzi, Cinzia Venezia (4a cat F45) e Tiziana Desideri.</p>



<p>Alla <strong>Jesolo Moonlight Half Marathon</strong> Marco Garonna si gode i con i colori del tramonto in questa corsa serale con arrivo nella Piazza centrale di Jesolo. La gara cresce di numero grazie anche all&#8217;apertura alla 10k.</p>



<p>Silvia Velletrani e  Nazzareno Barabucci alla <strong>Semi 3C</strong>, la Mezza Maratona dei 3 Comuni che si è svolta in <strong>Francia</strong>. Una gara bellissima totalmente corsa tra pista ciclabile, strade bianche ed asfalto. Una gara tecnicamente difficile, +180mt di dislivello. i nostri atleti sono stati invitati dalla delegazione del Gemellaggio di <em>Chateaneuf du Pape</em>, il paese con il quale è gemellato Castel Gandolfo. Silvia si porta a casa il 3° posto del podio F45&#8230; i commenti: <em>Gara stupenda</em>!<br></p>



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		<title>QUESTO MARE CANAGLIA</title>
		<link>https://www.pianomaarriviamo.it/questo-mare-canaglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 10:59:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Report]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’11 maggio, nella cornice di Latina, si è corso il triathlon sprint dell’omonima città: un appuntamento fisso d’inizio stagione, utile per verificare materiale e condizione. Quest’anno la sola Corona (nel senso di Arianna e non della birra) ha difeso i colori verde/nero dei Bradipi.La condizione non è delle migliori, causa infortunio a inizio anno, ma [&#8230;]</p>
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<p>L’11 maggio, nella cornice di Latina, si è corso il triathlon sprint dell’omonima città: un appuntamento fisso d’inizio stagione, utile per verificare materiale e condizione.</p>



<p>Quest’anno la sola Corona (nel senso di Arianna e non della birra) ha difeso i colori verde/nero dei Bradipi.<br>La condizione non è delle migliori, causa infortunio a inizio anno, ma come dice il saggio:<br>“Non per questo ci vedranno piangere!!!”</p>



<p>La ragazza sfoggia una scintillante muta nuova. Ciononostante, qualche difficoltà si affaccia già nella frazione di nuoto: purtroppo non a tutti piace la tonnara iniziale, fatta di schizzi, spruzzi e qualche bracciata addosso…</p>



<p>Esce dall’acqua e sale sulla bici. Senza problemi, inizia a pedalare da par suo e la frazione scorre via tranquilla.</p>



<p>T2… e si vola in corsa.<br>Miglior frazione da quando ha iniziato questo sport.</p>



<p>Con l’esperienza cresce la consapevolezza, e la ragazza sa il fatto suo: ordinata, precisa, corre come un metronomo, tiene il passo e conclude la prova con il sorriso.</p>



<p>Non siamo ancora ai livelli dello scorso anno (maledetto fu il generale gennaio!!!), ma stiamo tornando…</p>



<h1 class="wp-block-heading">tremateeeeeeeeeee</h1>
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		<title>Salite Pioggia e Catcher Car: chi ferma i Bradipi?</title>
		<link>https://www.pianomaarriviamo.it/salite-pioggia-e-catcher-car-chi-ferma-i-bradipi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 08:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Report]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Partiamo con la gara di sabato 9: la Comacchio Half Marathon &#38; 10K, con 12 Bradipi presenti sulle due distanze e Laura Marchetti, Francesca Marchetti e Francesco Petrella in veste di pacer.La mezza maratona attraversa alcuni dei percorsi più iconici della zona, costeggia il lungomare e poi rientra nel cuore della città. Buona l’idea della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Partiamo con la gara di sabato 9: la <strong>Comacchio Half Marathon &amp; 10K</strong>, con 12 Bradipi presenti sulle due distanze e Laura Marchetti, Francesca Marchetti e Francesco Petrella in veste di pacer.<br>La mezza maratona attraversa alcuni dei percorsi più iconici della zona, costeggia il lungomare e poi rientra nel cuore della città. Buona l’idea della partenza nel tardo pomeriggio, prevista alle 18.00 e poi slittata alle 18.15. Organizzazione non impeccabile, ma essendo la prima edizione ci può stare, anche considerando la possibilità di iscriversi addirittura il giorno stesso della gara.<br>Il percorso non era certamente da “personal best”: un mix di strada, sterrato e ciottolato, soprattutto nel tratto centrale di Comacchio. La città è davvero bellissima, una sorta di piccola Venezia, ma il tracciato si è rivelato piuttosto impegnativo, tra continui cambi di direzione e ben quattro ponti da salire e scendere, tanto da costringere in alcuni punti a correre persino sui marciapiedi. Una gara da fare almeno una volta, magari approfittando di un bel weekend fuori porta e di una partenza decisamente comoda.<br>Tra i Bradipi presenti anche il nostro Pres Peppe Minici, Daniele Marsano, Giuseppe Panimolle, Roberta Tiberi, Paolo Vari, Rossana Locanto, Federica Biagini e Valentina Modesti. Per la 10K presente Silvia De Cesare.</p>



<p>Nonostante la pioggia, ben 200mila persone si sono date appuntamento al Circo Massimo per partecipare alla <strong>Komen Race for the Cure</strong>, tra l’altro proprio nel giorno della Festa della Mamma.<br>Una manifestazione che continua a crescere anno dopo anno e che vede coinvolte tantissime associazioni, oltre ai progetti finanziati da Komen Italia e alle nuove iniziative innovative nella lotta contro il tumore al seno. Ad oggi sono stati investiti oltre 35 milioni di euro: un sostegno davvero importantissimo per la prevenzione.</p>



<p>Nella gara competitiva da 10 km scendiamo in campo con ben 61 Bradipi e ci prendiamo anche il 2° posto della classifica femminile grazie a Lucia Mitidieri. Vengono premiati con materiale sportivo i primi 10 uomini e le prime 10 donne classificate, oltre a un riconoscimento speciale dedicato alle donne in rosa.</p>



<p>All’<strong>Isola d’Elba si corre la Maratona</strong> insieme alle altre due distanze e, anche in questo caso, vento e pioggia hanno reso tutto più complicato.<br>Si parte da Marina di Campo per affrontare il lungomare e subito dopo la salita più ripida dell’intero percorso, dal km 2,5 al km 6. Ma attenzione: i saliscendi continuano praticamente fino al giro di boa del 25° km. Sicuramente il meteo non ha aiutato a godersi i panorami “mozzafiato” che questa gara normalmente regala.<br>I nostri amici però si difendono alla grande sulla distanza regina: Andrea Bucra conquista il 3° posto M45, Rosaria Pulvirenti è 1ª F60 ed Edith Ventosilla 2ª F65. Buone prestazioni anche sulla <strong>mezza Maratona</strong>, dove si mettono alla prova Pamela Cavino, Alessandro Meccia, Marco Raffaelli e Marcello Ferranti.</p>



<p>Cinque Bradipi invece alla <strong>Circeo Run</strong>, gara facente parte del Grande Slam UISP, con circa 500 partecipanti. In gara Mirko e Christian Galli, Luigi Falato, Marina Ruffini e Domenico Scipioni, che chiude con un ottimo 4° posto M70. Percorso veloce ma impegnativo, con uno sprint finale tutto da spingere.</p>



<p>Altri Bradipi sparsi per le gare d’Italia.<br>Alla <strong>XXIX Placentia Half Marathon </strong>troviamo Franco Antonino: tantissime le persone lungo il percorso ad applaudire atleti e amici nonostante la pioggia. Come da tradizione, a chiudere il lungo biscione di runners e appassionati ci sono i volontari dell’associazione Andrea e i Corsari perché, come sosteniamo anche noi, <em>tutti possono correre</em>.</p>



<p>Alla <strong>XX TuttaDritta Torino</strong> accoglie 2000 partecipanti per questa 10 km: per i Bradipi presenti Leone Barbaro, Gabriele Focardi e Christian Alimonti, sotto una pioggia battente che però non è riuscita a fermarli.</p>



<p>Alla <strong>Bibione Half Marathon</strong> Alessandro Tiberi firma il suo PB su un percorso asfaltato con alcuni tratti sterrati omologato FIDAL.</p>



<p>Elisabetta Argiolas la troviamo invece alla <strong>Karalis 10</strong> Chilometri disputata a <strong>Cagliari</strong>, in gran parte sul suggestivo lungomare di Su Siccu. La finalità della manifestazione era sensibilizzare tutta la popolazione sulla lotta al dolore cronico e oncologico.</p>



<p>A <strong>Sezze, alla Setia Run 10K,</strong> terza edizione per Massimiliano Indaco, che ama particolarmente questo tipo di percorso. Un tracciato sicuramente non semplice: circa 10 km collinari interamente su asfalto, caratterizzati da continui saliscendi, passaggi nel centro storico e tratti panoramici, con arrivo finale rigorosamente in salita.</p>



<p>Debora De Cesare a <strong>Terni</strong> alla <strong>Maratona delle Acque</strong>, anche se il nome della gara è fuorviante perchè si la distanza è di 20km.</p>



<p>Nella città di <strong>Atripalda</strong> si corre invece <em><strong>L’Irpinia Corre</strong></em>, in provincia di Avellino. I due paesi coinvolti accolgono con grande calore e tanto tifo i partecipanti su un percorso veloce. Per i Bradipi ottimi risultati con Hanna Bergstrom 3ª donna, Eleonora Bazzoni 9ª e Igor Toppi 19°.</p>



<p>Altra manifestazione “mondiale” molto interessante è la <strong>Wings for Life</strong>, che in Italia si è svolta a Milano.<br>Si tratta di una corsa podistica benefica globale e simultanea dove non esiste un traguardo fisso: tutti partono insieme e corrono finché non vengono raggiunti da una <em>Catcher Car</em> — reale o virtuale — che parte 30 minuti dopo aumentando progressivamente la velocità ed eliminando via via i partecipanti.<br>Il 100% delle quote d’iscrizione finanzia la ricerca sulle lesioni midollari. La gara si è svolta nel <strong>Parco Portello, in zona CityLife</strong>, su un tracciato di 5 km. I Bradipi che hanno accettato la sfida sono Cristiano Boccadopo, raggiunto dopo 14,5 km, Anna Germani dopo 12,7 km e Alessandro Ambrosioni dopo 3,7 km. L’idea di essere “inseguiti” da una macchina, seppur virtuale, ha sicuramente dato un po’ di pepe alla corsa. <br>Stessa gara ma a <strong>Lisbona</strong>, Luca Maria e Giglio Giuseppina &#8220;presi&#8221; dopo 13,2km.<br><br>Week end speciale a <strong>Bucarest</strong> anche per i nostri atleti. La Bucharest Half Marathon, un evento organizzato magistralmente in una città davvero meravigliosa che al suo interno comprendeva varie distanze. La sfida è iniziata sabato con la prova dei <strong>10 km</strong>. Daniela Szasz e Matteo Caruso hanno affrontato il percorso con grinta: nonostante una leggera pioggia alla partenza, la gara si è conclusa sotto un suggestivo cielo nuvoloso. Una menzione speciale va a Matteo, che ha conquistato il suo PB chiudendo la gara con l&#8217;ottimo tempo di 54:48. Bello anche il post gara presso le famose Terme. <br>Domenica è stata la volta della <strong>Mezza Maratona</strong>, che ha visto protagonisti l’atleta paralimpica Yeraldyn Patino Rivera insieme alla sua guida Vincenzo Addelio. Nonostante la pioggia battente della notte e una partenza bagnata, il calore della città ha reso tutto più semplice. Complice anche un percorso pianeggiante ocn strade ampie e tifo. Week end perfetto tra nuovi record personali e momenti di benessere.<br><br></p>
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		<title>TOR VERGATA GUIDA LA CARICA BRADIPA IN TUTTA ITALIA</title>
		<link>https://www.pianomaarriviamo.it/tor-vergata-guida-la-carica-bradipa-in-tutta-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 10:32:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Report]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tantissimi gli eventi di questa Domenica 3 Maggio, che partono tutti con un minuto di silenzio per ricordare il grande Alex Zanardi che ricordiamo anche noi con affetto per quello che ci ha lasciato. Corri a Tor Vergata, gara certificata Fidal, valevole per il Campionato Regionale 10km Fidal Lazio. Gli atleti presenti sono 1500… praticamente [&#8230;]</p>
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<p>Tantissimi gli eventi di questa Domenica 3 Maggio, che partono tutti con un minuto di silenzio per ricordare il grande <strong>Alex Zanardi</strong> che ricordiamo anche noi con affetto per quello che ci ha lasciato.</p>



<p><strong>Corri a Tor Vergata</strong>, gara certificata Fidal, valevole per il <strong>Campionato Regionale 10km Fidal Lazio</strong>. Gli atleti presenti sono 1500… praticamente un piccolo esercito, ma molto più sudato! L&#8217;organizzazione della competizione è <em>svizzera</em> (e non è un modo di dire): tutto fila liscio come un personal best.</p>



<p>Quando si arriva nei pressi della zona gara i volontari in verde fluo ci smistano verso i parcheggi: basta seguire le indicazioni e nessuno si perde (miracolo!). In effetti tutto lo spazio dell&#8217;ateneo è a nostra disposizione. L&#8217;area è popolata solo da runners e accompagnatori: usciti dal parcheggio, ordinati, ci attendono i gazebi delle squadre.</p>



<p>Ringraziamo anche oggi i <strong>Bradipi</strong> che non hanno corso ma sono stati presenti ad incitarci e a farci delle bellissime foto (livello professionisti, o quasi!).</p>



<p>La foto principale è però quella di squadra: fatta quella, si può partire… e iniziare a soffrire con dignità.</p>



<p>I lunghi vialoni ci attendono, il sole inizia a farsi sentire ma l&#8217;aria è fresca. C&#8217;è subito un “biscotto” che ci permette di tifare i primi che hanno già fatto il giro di boa (quelli con il turbo nelle gambe). La gara ha molti saliscendi: una specie di montagne russe senza cintura, ma se ben interpretata può portare a buone prestazioni… e infatti così è stato!</p>



<p>Lungo il percorso due ristori e tanti volontari “controllori”, mentre il tifo negli ultimi cento metri è da brividi (anche per chi non ne ha più).</p>



<p>Oltre ai campioni regionali, il regolamento prevedeva i premi di categoria: generosamente l&#8217;organizzazione ha premiato tanti atleti, che vado ad elencare:<br>per le SF Giulia Giabartolomei, Giuseppina Giglio, Valeria Gallinucci, F35 Eleonora Bazzoni, Martina Moscetta, F40 Diana Merlonghi, Giovanna Mase, F45 Claudia Pezzatini, F55 Carla Mazza, Liliana Matteucci, Rossana Locanto, F60 Beatrice Bernabini, Daniela Maratea, F65 Carla Della Bella, Elisabetta Argiolas.</p>



<p>Per la maschile: SM Marco Cipriani, M35 Riccardo Lucignato, Daniele Galioto, M40 Igor Toppi, Gaetano Vitale, M45 Marco Trinca, M50 Maurizio Celozzi, M60 Francesco Cipriani, Giovanni Marchese, M65 Luigi Chierchia, M70 Luciano Valeri, Antonio Bonanni, M75 Domenico Scipioni.</p>



<p><strong>PB</strong> per Petruzzo Bruno, Bensaadi Daniele, Andrea Sicardi, Tenaglia Luca Maria, Monterosso Alessio, Lacava Matteo, Marco Cipriani, Gallinucci Valeria, Eleonora MorelliSamuele Boldrin, Buono Daniele: segno che qualcuno aveva fatto colazione con i razzi!</p>



<p>Una mattinata davvero piacevole e ben organizzata: anche il pacco gara prevedeva un <strong>borsone</strong> al posto della solita maglietta (evento raro, segnatevelo!).</p>



<p>Infine si fa festa al gazebo, con un <strong>terzo tempo da ricordare</strong>, sia per quanto condiviso con i compagni di squadra che per il traguardo di <strong>500 gare </strong>per Paolo Giambartolomei (numero che fa girare la testa più dei chilometri)</p>



<p>Adesso andiamo a vedere dove altro hanno fatto “danno” i nostri compagni di squadra.</p>



<p>Alla <strong>Stramilano Half Marathon</strong>, che prevede 3 distanze, per la mezza c&#8217;è il sold out: partenza da Piazza Castello e giro nel centro città. Presenti Emanuele Di Muro e Alessandro Pizzoni.</p>



<p>Sempre a Milano anche Ambradipo che viene medagliato alla <strong>6 ore di Parco Nord</strong> (perché correre tanto non è mai abbastanza).</p>



<p>A Comiso, per la categoria Elite, viene invitata Lucia Mitidieri, in un evento che anima il centro storico con atleti di livello. Gara a giri (10 da 1 km): tanto spettacolo e tanto tifo. Lucia chiude <strong>4ª</strong>. Complimenti!!!</p>



<p>Rimaniamo sulle isole: alla <strong>Olbia21</strong> con 2 distanze, paesaggi spettacolari della Gallura e sette Bradipi al via. Paola Medina Mendoza arriva 3ª F40 e 11ª donna, insieme a Gian Piero, Paolo Scipinotti, Luigi De Angelis, Anna Caria, Arianna Corona e Marina Ruffini.</p>



<p>Per la 10 km Irene Spaziani arriva <strong>3ª donna e 2ª SF</strong>, insieme a<strong> </strong>Valerio Di Girolamo. E sì, si sono goduti anche un bellissimo weekend al mare… giustamente.</p>



<p>A Gallipoli, alla <strong>Mezza del Santo</strong>, un Alessio Zannini volante arriva 1° M45 e 7° assoluto, mentre Valeria Lori alla 11 km è 3ª F45.</p>



<p>Un terzetto Bradipo anche alla <strong>ColleMar-athon</strong>, con una instancabile Anna Germani<strong>,</strong> insieme a <strong> </strong>Cornelia Bogdan. Simone Curzi, viene precettato come pacer delle ore. Maratona tutt’altro che banale: dalle alture al mare, con saliscendi che non perdonano.</p>



<p>A <strong>Trieste</strong> torna la <strong>Maratona</strong> dopo 9 anni, con oltre 10.000 presenze sulle tre distanze. Per la 42km, Alice Paniccia, mentre nella mezza Marina Mion sale sul podio come 3ª F65.</p>



<p>Alla <strong>Mezza di Lucca</strong> 4 Bradipi: Giovanni Cinquina, Dario Marta, Emanuele Caricola e Giulio Civitella con i suoi Maratonabili. Percorso veloce tra mura storiche e ciclabili, praticamente una corsa dentro la bellezza.</p>



<p>Rigorosamente in maglia bradipa anche Serena Del Regno e Martin Petrella per una gara di 20.5km in kayak con due trasbordi, precisamente la <strong>Kayak watermarathon</strong> a Padova.</p>



<p>Al <strong>Giro del Lago del Salto</strong> disputato qualche giorno fa, chi prepara il passatore approfitta del 68km, sto parlando di onatella Torre, che arriva anche 3a donna, Paolo Nizza Izquierdo, 7° assoluto alla sua prima Ultra, Alessandro Corona 9° assoluto e Andrea Paluzzi alla sua prima Ultra.</p>



<p>Per le gare estere, alla <strong>Prague Marathon</strong> presente Luisa Lombardi, Alessandro Reali, Eva Brundo e Marco Novelli. Perché i chilometri, evidentemente, non bastano mai… meglio aggiungere anche un aereo.</p>



<p><br><br><br></p>
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		<title>50KM DI ROMAGNA E OLTRE: RISULTATI E IMPRESE TRA ITALIA ED ESTERO</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 10:51:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La 50 km di Romagna parte da Castelbolognese, un paesino al confine tra Emilia e Romagna, con una caratteristica: non ci sono alberghi. Infatti la mattina presto arrivano i corridori un po&#8217; da tutte le cittadine più vicine. Il paese sembra aspettare la gara come l&#8217;evento dell&#8217;anno, a cui collaborano tanti volontari molto accoglienti con [&#8230;]</p>
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<p>La <strong>50 km di Romagna</strong> parte da Castelbolognese, un paesino al confine tra Emilia e Romagna, con una caratteristica: non ci sono alberghi. Infatti la mattina presto arrivano i corridori un po&#8217; da tutte le cittadine più vicine. Il paese sembra aspettare la gara come l&#8217;evento dell&#8217;anno, a cui collaborano tanti volontari molto accoglienti con i runners. Dieci i Bradipi presenti, ma a inizio gara sembravano di più perché molti partecipanti indossavano le felpe verdi del pacco gara che assomigliano tanto al sopra della nostra tuta sociale. La partenza prevede un anello che dopo 3 km fa passare di nuovo davanti allo start. Dopo aver passato gli ultimi isolati abitati, inizia il percorso in aperta campagna. Dal 5*km il percorso segue una statale aperta al traffico. Primo ristoro un po&#8217; lungo, arriva al 7° km, di lì in poi però saranno canonici ogni 5 km, e anche meno nella parte finale di gara. Intorno al 20° km inizia la parte più bella , si passa prima nei pressi di una cava di marmo attraversando un fiume e successivamente si aprono intorno le cime che toccherà poi scalare. Fino al 25°km circa la gara è ricca di sali e scendi ma nulla di proibitivo, dopo inizia la tragedia. Cinque km di salita quasi ininterrotta, dove quasi tutti camminano. Al 30° km il martirio finisce e inizia una bella discesa ma nessuno esagera con la velocità perché manca ancora tanto all&#8217;arrivo. Nel frattempo comincia a farsi sentire il caldo, al 42° km al ristoro viene offerta anche della birra. Il caldo sicuramente amplifica la fatica, e le salite, gli ultimi km diventano i più duri in assoluto. Finalmente si sente il vociare dell&#8217;arrivo, un&#8217;accoglienza degna delle grandi occasioni, con lo speaker che accompagna tutti gli arrivati. Per alcuni dei nostri Bradipi è il battesimo ( Anna Germani Raffaele Capasso e Monika Geiseberg) in un&#8217;ultra maratona e arriva in una gara che unisce tanta fatica a tanta bellezza. Un bravo a tutti i bradipi presenti: Raffaele Capasso, Stefano Piergallini, Chiara Ciaccia, Francesca Oliosi, Massimo Priore, Jean Pierre Plebanj, Francesco Accarino e Edith Ventosilla. <br>La Domenica le gare sono tantissime, <strong>Padova Marathon</strong> è caldissima, Vincenzo Riccio, Samuele Boldrin che ha l&#8217;obiettivo di fare 2 maratone di 8 giorni e lo raggiunge. Fabio Ferrazza che cerca di fare del suo meglio e ci riesce, Fabio fa pb, chiude in 3h08 anche se il caldo fa saltare i suoi piani. <br>A <strong>Orbetello</strong> c&#8217;è il <strong>Giro della Laguna</strong>, 13 bradipi presenti a questa edizione, un grande successo (SOLD OUT) per una delle gare più belle della stagione. La giornata è calda ed accogliente come la cittadina di Orbetello, il percorso si divide tra piccoli tratti a Orbetello per poi proseguire lungo Laguna e all&#8217;interno della Feniglia per ritornare nuovamente sulla Laguna. E&#8217; una gara <em>da tempo</em>, perché il tempo non è solo quello che impieghi per correre ma è anche e soprattutto quello che impieghi riempiendoti gli occhi di colori e straordinaria atmosfera; i bradipi non mancano di salutarsi e sostenersi ad ogni incontro e poi capita anche che mentre corri senti qualcuno che dice:&#8221; ecco vedi quella maglia, sono i bradipi, la squadra più bella della capitale&#8221; e lì l&#8217;orgoglio e il senso di appartenenza si fa ancora più vivo. Oltre a questa autocelebrazione la gara offre un pacco gara molto più che dignitoso, medaglia bellissima e non ultimo il consueto pasta party offerto dall&#8217;organizzazione, what else? I bradipi presenti, Costanza Barbacini, Paolo Della Marca e Massimo Gallitto, Federico Franceschi, Emanuel Scipioni, Emilio Scuncio, Francesco Mei, Emiliano Scapigliati, Sandrine Vitroni, Marco Raffaelli, Stefano Di Stefano, Alessio D&#8217;Arcangelis. <br>La giornata è bellissima ottimo week end da passare all&#8217;Argentario. <br>Alla <strong>Pedagnalonga</strong> i bradipi nella 21km si fanno notare, Tiziano Mercuri 2° M65, Pamela Cavino 1a F40 e 7a donna, Rosaria Pulvirenti 1a F60, Marcello Ferranti 4° M70. Altrei bradipi presenti Pierluigi Armeti, Alessandro Meccia, Francesco Tedeschi, Massimiliano Indaco, Daniele Trano, Francesco Supino. Per la 13km Ada Maria Amirata accompagnata da Elisabtta Argiolas che arriva 3a F65. <br>Si corre il <strong>Giro delle Ville Tuscolane</strong>, 10.6km, qui abbiamo il nostro bradipo Christian Galli che viene premiato come atleta più giovane, inoltre arriva 3° JM. Quattordici i bradipi presenti per questa gara molto scenica con percorso misto tra strada e sentieri; il papà di Christian, Mirko Galli, Stefano Mostarda, Claudio Orru, Antonio Iorio, Valentina Evangelisti 5a F40, Antonio Bonanni che arriva 4° M70, Roberta Falchi, Jessica Magnano, Sophie Brunetti, Domenico Scipioni 5° M75, Maria Grazia Corrarello, Luisa Lombardi e Anna Mari Alifano. <br>La<strong> Sarnico Lovere Run,</strong>  è una corsa unica nel suo genere perché si svolge sulla strada che costeggia il lago d’Iseo. Il tragitto esalta la bellezza degli scorci lacustri della sponda bergamasca, che si susseguono rapidamente, sottolineando colori, vegetazione e fauna. Il percorso non presenta grande dislivello, è piuttosto pianeggiante; il primo paese che si incontra dopo Sarnico è Predore, da cui bene si può osservare la sponda opposta, con l’approdo e il lungolago di Iseo. La nostra Eleonora Bazzoni arriva 2a F35 e 6a donna, altri bradipi, Valentina Modesti e Paolo Vari. <br>I Bradipi non mancano nemmeno al <strong>Conero</strong>, per la mezza maratona, Christian Alimonti e Francesca Pietrocarlo tengono alti i nostri colori. <br>A Passoscuro alla <strong>10km del Litorale</strong> un altro gruppetto di bradipi. Riccrdo Falcione, Las Eras Ryan Oliver, Antonio DI Carlo, Lorena Iglesias, Davide Troiani, Giancarlo Di Edoardo, Elena Cacciapuoti, Rossana Locanto Marco Saccone e Alessandro De Zuliani.<br>Grandi maratone all&#8217;estero, a <strong>Londra</strong> hanno scritto la storia scendendo in due sotto le due ore in maratona, in questo contesto di festa abbiamo diversi bradipi, le Twins Francesca e Laura Marchetti, Paola Marinelli, Cecilia Somigli, Francesco Pietrella, Daniele Marsano. PB tanto cercato e finalmente trovato da Marco Macrini che chiude in 2h30. <br>La <strong>Maratona di Madrid</strong> fa parte del circuito Rock &#8216;n&#8217; Roll serie, di cui fanno parte altri 10 Paesi, caratterizzati da percorsi costellati di concerti, spettacoli e vivaci postazioni di ristoro. La gara ha un percorso &#8220;muscolare&#8221; soprattutto nella parte finale, la giornata calda non aiuta a mantenere il ritmo, ma vale davvero la pena di partecipare. Daniele Fisichella e Rachele Pasquariello se la godono fino in fondo, Gaetano Vitale chiude in 3h04, c&#8217; è anche Pisana Idrissi Kandri. Andrea Bucra si trova in una situazione surreale, ma alla fine la apprezza tantissimo e la dedica ai fitwalker. Dopo averla preparata per provare a chiudere sotto le 3 ore si ritrova con problemi fisici e decide di non partire, ma sappiamo come siamo fatti noi runners, il cervello si arrovella e la telefonata di Gaetano alle 8.10 che ancora faceva in tempo lo fanno correre in griglia. La cammina e la chiude in 5h26, impensabile per lui, ma questo gli apre gli occhi su un mondo totalmente nuovo dal quale sicuramente ha imparato qualcosa. Infine ad <strong>Amburgo</strong> Giorgio Capobianco corre la Maratona e torna con PB.</p>



<p></p>



<p>Altre gare di sabato, per i 15 km della <strong>&nbsp;Corsa dell&#8217;Amatore della Valle Santa</strong> Nello Perri in solitaria arriva 5° M45. Luca Ugo <strong>&nbsp;al Gran Premio della Liberazione</strong> 9.9km 1 ° M50. <br></p>
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		<title>TRAIL TRA NATURA E FANTASY</title>
		<link>https://www.pianomaarriviamo.it/trail-tra-natura-e-fantasy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 10:21:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Diversi appuntamenti per la corsa nella natura. Prima edizione del Trail Sul sentiero del Lupo, Trail dell&#8217;Orticello e Trail delle Longane. Ma andiamo con ordine. Il Coianiz approda nelle sue Terre e va in cerca delle Longane, descritte come ninfe bellissime ma con i piedi caprini, spesso con lunghi capelli rossi, protettrici delle acque e [&#8230;]</p>
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<p>Diversi appuntamenti per la corsa nella natura. Prima edizione del Trail Sul sentiero del Lupo, Trail dell&#8217;Orticello e Trail delle Longane. Ma andiamo con ordine. Il Coianiz approda nelle sue Terre e va in cerca delle <strong>Longane</strong>, descritte come ninfe bellissime ma con i piedi caprini, spesso con lunghi capelli rossi, protettrici delle acque e dei raccolti. Ma per trovarle dovrà affrontare un durissimo Trail di 15 km con 1300 metri di dislivello positivo disposto su tre salite infernali e altrettante discese. Ancora boschi, tratti rocciosi e single track. Le Rosce non le trova, un piede in fallo gli provoca una storta e decide di non continuare. Forza Ale è il primo Trail della stagione, ti rifarai presto. <br>Il <strong>Trail sul sentiero del Lupo</strong> si svolge in Umbria, a Lugnano in Teverina, 19,9 km per 1295 mt di dislivello. Percorso impegnativo ma magnifico in mezzo a Lecci, Corbezzolo e Ciclamini che un po’ hanno mitigato i sentieri molto tecnici, con salite e discese ripide e piene di sassi. Il percorso ha messo a dura prova le gambe dei partecipanti. Tra i bradipi Heather Milligan, Daniela Ubaldi, Meri Genovese, Claudio Calavagli Marco Farnetti, e Gian Pietro Atanasi che si classifica 3° assoluto. <br>Organizzazione perfetta, con i ristori e i punti acqua nei punti giusti e pasta party finale, che ci ha ristorati dopo grande fatica.<br>Alla <strong>Punta dell&#8217;Orticello</strong> ci arrivano in 10. I Bradipi partono baldanzosi e sorridenti, ma poi a mano a mano che il percorso entra nel vivo i sorrisi si trasformano in ghigni di fatica. 12,5km con circa 700mt di dislivello positivo. Percorso ben segnalato ma ciò non impedisce qualche svista, Augusto Carletti e Mauro Boschetti nonostante qualche imprevisto in discesa arrivano al traguardo sani e salvi prendendo anche i premi di categoria, 1° M65 Augusto 4° M60 Mauro. Quarto M40 Marcello Terzulli. Per le donne Serena Del Regno 3a F35. Ma il percorso è davvero impegnativo, oltre loro tantissime persone ferite, escoriate, andate via in ambulanza, ghiaccio sulle caviglie.<br>Soddisfatti della loro prestazione Federica Barbagallo che dopo qualche mese di allenamento specifico vede i risultati soprattutto in discesa, e Roberto Sbragia che abbassa di molto il suo tempo su percorsi Trail. Ottima gara anche per Martin Petrella, il veterano dei trail Massimo Pierantozzi, Giorgia Orazietti e Antonella Piccinin. Mozzarella di bufala nel pacco gara oltre che pasta parti, birra a fiumi e musica. Unica cosa da rivedere le Premiazioni, le assolute sono state conteggiate anche tra le prime 10 e di conseguenza nei premi di categoria.<br>Per le gare di sabato, al <strong>Trail della Liberazione</strong> 3 bradipi, Natalia Kiselnilova, Mirko Sarandrea e Gerard Policella.</p>
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		<title>TUSCANY CROSSING, RESPECT!</title>
		<link>https://www.pianomaarriviamo.it/tuscany-crossing-respect/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 10:19:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quando i tuoi atleti ti dicono che andranno a correre la Tuscany Crossing, nasce subito un senso profondo di rispetto. Perché sì, come tutte le gare non si improvvisa: si costruisce giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro, con tenacia e determinazione. Ma qui parliamo pur sempre di una cento miglia. Anzi, per essere precisi, di [&#8230;]</p>
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<p>Quando i tuoi atleti ti dicono che andranno a correre la <strong>Tuscany Crossing</strong>, nasce subito un senso profondo di rispetto. Perché sì, come tutte le gare non si improvvisa: si costruisce giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro, con tenacia e determinazione. Ma qui parliamo pur sempre di una cento miglia. Anzi, per essere precisi, di tre sfide diverse ma ugualmente affascinanti: la 100 miglia, la 103 km e la 53 km.</p>



<p>Il percorso si snoda tra le meravigliose colline toscane, attraversando la Val d&#8217;Orcia e Montalcino, con dislivelli importanti: 5700 metri per la 100 miglia, 3750 per la 103 km e 1500 per la 53 km. Un viaggio impegnativo, tanto fisicamente quanto mentalmente.</p>



<p>La gara regina parte alle 17 del sabato. Da lì inizia un susseguirsi di ore che si dilatano, passaggi in solitaria, chilometri che scorrono sotto i piedi, tratti duri e tecnici, salite infinite. È tutto quello che ci si può aspettare da un’avventura così lunga: tramonti, albe, fatica da gestire, energie da dosare. Una vera e propria battaglia, continua e mutevole, contro se stessi e contro la natura.</p>



<p>Alessandro Federici queste sensazioni le conosce bene: taglia il traguardo dei 160 km fresco e sorridente (ma come fa?), conquistando un incredibile 29° posto su 75 partecipanti dopo 26 ore e mezza. Nella stessa distanza troviamo anche Vanessa Zampetti, la nostra leonessa, che affronta con coraggio ogni difficoltà.</p>



<p>A metà gara ci invia un video: uno scenario mozzafiato, colline dai colori pastello, il sole che si alza lentamente, il rumore dei passi sul brecciolino e il respiro della natura tutt’intorno. Poco dopo arriva anche il video di Alessandro, da un punto completamente diverso del percorso: è al centesimo chilometro, ne mancano ancora sessanta, con oltre duemila metri di dislivello da affrontare. È preparato, e determinato.</p>



<p>Queste condivisioni permettono a tutto il gruppo di vivere, anche solo per un attimo, ciò che stanno attraversando. Di intuire, seppur in minima parte, cosa significa riempirsi gli occhi e il cuore quando si affrontano distanze così importanti. È lì che si capisce che non è solo una gara: è un viaggio interiore, un dialogo silenzioso con i propri limiti, un modo per scoprire quanto lontano si può arrivare quando si sceglie di non fermarsi.</p>



<p>La 103 km parte invece alle 5 del mattino della domenica, quando il cielo è ancora sospeso tra notte e alba. L’aria è fresca, quasi fredda, ma si sa che presto lascerà spazio al caldo. Su questa distanza troviamo Paulo Cossio La Rosa, che chiude in 21 ore. Ci racconta di una gara bellissima e brutale allo stesso tempo. L’aveva già affrontata l’anno precedente, ma il percorso è stato modificato e scoperto solo il giorno prima, con la nuova traccia. Anche per lui, come per Alessandro e Vanessa, la parte finale si rivela durissima: ristori troppo distanti, acqua che scarseggia, energie al limite. Il tempo finale è più alto rispetto alla versione precedente, ma alla fine la fatica svanisce e restano solo i ricordi, quelli belli, quelli che contano.<br>Fabio Mancuso prende una storta e si ritira al 53°, la caviglia gonfia nn permette di proseguire, ma continua a seguire la gara supportando i vari passaggi dei compagni d squadra con tanto di video intervista. Sono gare che vanno preparate con tanto sacrificio e consapevolezza che quando c&#8217;è un problema bisogna fermarsi. </p>



<p>Sulla 53 km, Marco Forcuti chiude in un ottimo 6 ore e 12 minuti. Il tracciato, chiamato “Valdorcia Classic”, offre fin da subito un riferimento iconico: la Rocca di Tentennano, che accompagna lo sguardo per gran parte della gara. Si attraversa la Val d’Orcia tra saliscendi continui, in un susseguirsi di panorami che tolgono il fiato. Gli ultimi 2 km sono devastanti, il caldo è tanto e quasi si avvertono dei mancamenti, ci dice che sull’ultima salita ha pensato di ritirarsi a 1 km dall’arrivo. Si è dovuto fermare tre volte, piccola delusione per il tempo perso negli ultimi km ma per noi è stato grandioso.</p>



<p>Nella stessa distanza, ma in versione walk, si mette alla prova anche Raffaele Nicolussi, che conclude la sua prova in 12 ore, portando a casa un’esperienza intensa e significativa.<br><br>Ancora arrivi, Alessandro arriva con le gambe imballate (solo??) anche per il gran caldo, e spreca tutta la sua dote, ma per noi è stato semplicemente fantastico!<br>A Vanessa mancano ancora circa 30km, i più duri e si prevede l&#8217;arrivo tra le 2 e le 3 di notte. Arrivano ancora notizie, che si trova al penultimo ristoro. AL 148° km, all&#8217;ultimo ristoro ci manda un audio con cui ci comunica il suo stop. E&#8217; serena e consapevole, il tratto finale è brutto e al buio, anche se sta con un gruppetto  è chiedere davvero troppo, le gambe fanno male, e in questi casi anche la testa ti abbandona, ma per lei è la prima esperienza di <em>Super Ultra</em> e direi gestita egregiamente. <strong>Centoquarantantotto</strong> km sono noiosi anche in macchina figuriamoci a correrli. B RA V I S S I M A!!! e poi diciamocelo, accettare un ritiro a pochi km dalla meta denota compostezza, tenuta fisica e mentale.</p>



<p>infine un riconoscimento inaspettato, ad Alessandro che diventa <strong>Senatore della Tuscany Crossing</strong>.</p>



<p>C&#8217;è un altra gara, una campestre che al confronto sembra piccola piccola la <strong>Corax Race Lake Edition</strong> di 9,700mt, che si svolge a intorno al Lago di Giulianello, con 200mt di dislivello. Non mancano le raccomandazioni su dove mettere i piedi, ma il problema non tocca il nostro Riccardo Lucignano che arriva 2° assoluto. A seguire, Marta Lamanda 8a donna e 4a F45. C&#8217;è anche Massimo Pierantozzi, che ritorna dopo vari problemi fisici. <br>La felicità sprizza dagli occhi di Eugenia Bianchini che rivediamo in pista dopo un lungo stop. Corricchia e cammina ma c&#8217;è, un bel modo per rientrare in pista.</p>



<p></p>
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