Sport, inclusione e relazione: saranno questi i temi al centro di VitaOn, l’evento in programma il 13 giugno allo Stadio dei Marmi Pietro Mennea di Roma, dove tra le esperienze più significative spicca il contributo di Giuseppe Minici e dell’associazione Piano ma Arriviamo, impegnato accanto a Fispes nell’attività “Dentro la guida”

Un’iniziativa che porta i partecipanti dentro il cuore dello sport paralimpico, offrendo la possibilità di sperimentare in prima persona il ruolo della guida per un atleta non vedente. Attraverso esercizi di corsa in coppia, sincronizzazione del passo e orientamento, prende forma un’esperienza che va oltre l’aspetto tecnico e diventa occasione di fiducia, ascolto e condivisione.

Il coinvolgimento di Minici e di Piano ma Arriviamo si inserisce in un percorso già avviato, che trova un riferimento nell’esperienza raccontata in “Fianco a Fianco – la corsa che unisce”, dove il legame tra atleta e guida diventa simbolo concreto di inclusione. Anche a VitaOn, questo modello si rinnova: correre insieme significa abbattere barriere e costruire una relazione basata sulla reciprocità.

In questo contesto, il contributo dell’associazione si conferma centrale nel promuovere una cultura dello sport accessibile, capace di mettere al centro la persona e il valore del movimento condiviso. L’attività proposta da Fispes, con la conduzione di Maria Luisa Garatti e Giuseppe Minici, restituisce infatti il senso più autentico della pratica sportiva: uno spazio in cui il benessere fisico si intreccia con quello relazionale.

All’interno di una giornata dedicata a salute, prevenzione e benessere, “Dentro la guida” rappresenta così uno dei momenti più significativi di VitaOn, testimoniando come lo sport possa diventare un linguaggio universale, capace di unire e creare nuove consapevolezze.

riferimenti: VitaOn Fispes