Si esce di buonora questa domenica, ma ormai è primavera le giornate si allungano e il clima è gradevole. L'area intorno allo stadio di Atletica Nando Martellini si popola velocemente di runner che parteciperanno all'APPIARUN.
L'anno giubilare ci ha lasciato in eredità l'accesso alle Catacombe di San Callisto, un privilegio guadagnato col sudore e la fatica dei saliscendi, ma davvero gratificante. Ma rispetto all'edizione precedente sono stati fatti degli aggiustamenti, tutto bene anche in Caffarella senza pecore per questa edizione. La breve è ridotta a 7km circa la lunga a 19km circa. Le gare quasi non si incrociano, pochi minuti prima della partenza della lunga si sente all'altoparlante l'annuncio del vincitore della 7km, la cui cosa riduce enormemente il rischio di cadute. Per questa gara non è importante contare i metri ma usare gli occhi per guardarsi intorno, non è sicuramente una gara da tempo, ma un bel viaggio sui vari (e ormai noti) tipi di terreno. L'arrivo all'interno dello stadio è il tocco finale grazie anche all'ultimo tratto in discesa, si arriva davvero carichi e lanciati. Tantissimi i partecipanti anche alle due distanze non competitive, che fa sfiorare i 9mila arrivi.
Per noi bradipi è stata molto più di una gara. È stata un’occasione per dimostrare che lo sport è anche inclusione, presenza, comunità. Il nostro atleta FISPES Giuseppe Ruocco, nel ruolo di pacer, accompagnato dalla sua guida, Christian Alimonti, ha trascinato un gruppo nella distanza lunga, trasformando il ritmo in un gesto collettivo. Un passo dopo l’altro, insieme. Perché correre può anche voler dire non lasciare indietro nessuno.
In generale il servizio Pacer che è stato inserito in questa gara ha fornito comunque agli atleti un supporto e una guida nei momenti difficili, cercando di portare al traguardo con un passo costante quanti più atleti possibile.
I Tanti bradipi ci hanno portato ad arrivare terza società per numero di atleti al traguardo. Essere tanti richiede anche un gran lavoro di staff, che è stato perfettamente eseguito dai vari volontari, un lavoro silenzioso ma fondamentale. I nostri volontari hanno dato forma a tutto questo: gazebo montati all’alba, pettorali distribuiti con cura, sorrisi e supporto nel “terzo tempo”. È un altro modo di vivere la corsa, forse ancora più profondo. Un modo per capire, rispettare e sentirsi parte.
Un esperienza che a turno tutti dovrebbero provare per avere un punto di vista dall'altro lato della barricata, un modo per sviluppare un senso civico e di rispetto per il lavoro altrui, oltre che a conoscersi di più tra noi.
Ma entriamo nel merito della gara. Gli arrivi premiano i veterani per la distanza lunga, Liberatore e la Salvatori fanno la differenza. Il nostro Federico Rupp arriva 5° assoluto, seguono i premi di categoria. Paola Medina Mendoza 3a F40, Carla Mazza 2a F55. Per la 7km Liliana Matteucci 1a F55, Daniele Galioto 3° M35. Immancabile terzo tempo con un grazie alla generosità delle nostre atlete che spesso si dilettano in dolcetti post gara, come Laura che è passata appositamente per regalarci i suoi favolosi biscotti, portati con il cuore prima ancora che con le mani.

Alla RIMINI Marathon si dilettano Cristiano Pettinelli, Rossana Locanto, Laura e Francesca Marchetti, Ali Shaman Memhet per la 21km, mentre per la Maratona, Gugliemo Goia, Stefano Di Virgilio, Lisa Magnago, Mina Hosheman, Francesco Pietrella e Marina Mion, menzione a parte per Giulio Civitella con 18 carrozzine si è divertito con i Maratonabili. Anche qui alcuni bradipi hanno prestato il servizio Pacer.

Solo soletto il Bradipo Francesco Supino si fa il Giro delle Torri, 9.5km che si corre a Formia su un percorso ondulato e interamente asfaltato, immerso nello splendido scenario di Formia.

Legame particolare con la Straccapaesi, gara che in edizioni passate è stata vinta da alcuni bradipi (Cavino, femminile e Biagioni maschile), una sofferenza di 11.6km per le strade molto ondulate di Vignanello in provincia di Viterbo. Alessio Biagioni, Alessandro Meccia e Emanuele Columbu, hanno messo alla prova i loro quadricipiti pensando all'ottimo ristoro post gara, il cui pensiero (preparato con cura dalle signore del posto) diventa una dolce promessa da inseguire. Festeggia qui Emanuele il suo 300⁰ traguardo in 7 anni (Covid compreso).