Domenica 11 ottobre si è corso l’Olimpico di Ostia, gara valida per il campionato regionale. I nostri braditriatleti rispondono presente e si schierano ai nastri di partenza in cinque: Vitalba, Andrea, Claudio, Emiliano (AKA il cocce) e Marco. Dopo giorni di pioggia e tempo incerto, la domenica si apre con il cielo sereno e una temperatura frizzantina. Il mare, dopo le mareggiate dei giorni scorsi, si presenta calmo e un po’ freddo: condizioni perfette. Viene dichiarata “muta facoltativa” e via, si parte! Tre le batterie al via: due per gli uomini, seguite da donne e staffette. A fine gara, il buon Andrea ci ha raccontato ancora scioccato e vagamente esacerbato (era nero!) della battaglia vissuta in acqua: Emiliano e Marco (ex pallanuotista) lo ascoltano sghignazzando: il bello e il brutto della frazione di nuoto è proprio il corpo a corpo... se ne prendono e se ne danno! Escono tutti dall’acqua senza particolari problemi, sfilano rapidi in T1 e salgono in sella. In una gara draft legal (con scia), l'obiettivo vitale è uno solo: trovare la ruota buona. Missione compiuta per quasi tutti, tranne che per Vitalba, costretta a viaggiare sola non potendosi aggregare a un gruppo maschile (la scia tra generi diversi è vietata). Il cocce e Marco viaggiamo a una media monster — mai vista neanche nei nostri sogni più perversi: la magia della scia! Tutti in T2 freschi e riposati come rose (si fa per dire) e si parte per la corsa. Marco, reduce dalle fatiche dell'Ironman, saggia l'asfalto con un passo leggero ed economico per evitare inghippi muscolari. Il cocce, nel giorno del suo compleanno, parte senza particolari ambizioni... ma si sa, metti il pettorale ti si chiude la vena e i buoni propositi vanno a farsi friggere: gasatao dalla frazione bici, ingaggia una dura lotta con un ex compagno della TO, di cui avrò ragione solo a metà del secondo giro. Claudio, sceso dalla bici un po' incriccato, soffre ma corre senza posa, mentre Andrea, arrivato finalmente nella sua frazione regina, fa girare le gambe a velocità mostruosa!!! E la nostra eroina Vitalba? In totale assenza di riferimenti cronometrici (il garmin purtroppo è rimasto a casa), pedala solitaria nel deserto, non molla un metro a piedi e con immensa soddisfazione porta a casa una gara condotta interamente "al buio". Bravissima!