Nella splendida Isola d’Elba, resa quasi mitologica dai racconti di Alexandre Dumas e dalla prigionia del Bonaparte, dal 13 al 17 maggio ha preso vita lo splendido Iron Tour: una gara meravigliosa che si snoda in cinque tappe, in cinque luoghi diversi dell’isola, tutte sulla distanza sprint. Il periodo, si sa, non è dei migliori: il clima a maggio ha la stabilità emotiva di un adolescente. Il nostro eroe, in sole 120 ore, si è fatto quattro stagioni complete: dal grigiore del primo giorno al gelo del secondo, passando per il diluvio universale di Bagnaia (non Pecco!!!), dove non si vedevano le boe e la grandine rigava le braccia in bicicletta.Poi vento a 30 km/h e, finalmente, l’ultimo giorno: una cartolina dalle Hawaii. Giusto per non farsi mancare nulla. Ma si sa, ogni grande impresa contempla il passaggio per i mari (Marco Polo muuuuto!!!) e, nel triathlon, questo significa nuoto: il grande amore di Checco...La temperatura dell’acqua era intorno ai 17 gradi: praticamente una seduta di crioterapia inclusa nel prezzo!!!Il secondo giorno il mare mosso ha preteso il suo tributo in bevute e fatica. Il terzo giorno, per evitare che i partecipanti finissero direttamente in Corsica, gli organizzatori hanno optato per un giro all’australiana: 750 metri stipati come tonni in scatola, culminati con un simpatico schiaffo in faccia da parte di un concorrente anonimo che gli ha fatto saltare gli occhialini.Ma è l’ultima tappa quella che vale il prezzo del biglietto: acqua cristallina, saraghi, posidonia e colori che sembravano usciti da una cartolina. Una meraviglia!!!

Dal nuoto alla bici il passo è breve: i percorsi sono da appena ondulati della prima frazione bici, fino all’ultima: dove li aspettano 4 km di salita al 15% da ripetere due volte. Una vera goduria per gambe, cuore e spirito!!!

E dopo la bici arriva la corsa: tre tappe su asfalto, due su sterrato. L’ultima, in particolare, è stata un piccolo inferno personale: un trail massacrante tra rocce e saliscendi, perché si sa... l’Elba sa essere bellissima, ma non è mai tenera. Gara consigliatissima, anche se massacrante. Circa 70 partecipanti che, per cinque giorni, hanno condiviso gioie, dolori, fatiche e imprese.Con tanto di presenza di un improbabile tuttofare napoleonico che, oltre a riparare e aiutare chiunque potesse, si dilettava in frizzi e lazzi: arrivando persino a depilare una gamba del malcapitato Checco, pena la squalifica per eccesso di peli!!! Sono ufficialmente aperte le candidature per il 2027. Io e Checco ci siamo.E voi? Restate davvero a guardare???