Il grande giorno è arrivato: un vero banco di prova per tutti coloro che in questi mesi si sono impegnati con costanza negli allenamenti. Il meteo non è stato dei più favorevoli — un inverno così piovoso non si vedeva da tempo — e, come spesso accade in preparazioni così lunghe, non sono mancati piccoli (o grandi) infortuni.
Ma il 22 marzo alle ore 8:00 eravamo tutti lì, pronti a correre la Run Rome The Marathon.
Per tale circostanza, le strade di Roma si sono riempite di volti, lingue ed energie provenienti da tutto il mondo. Corridori stranieri (oltre il 70%) e italiani hanno condiviso lo stesso ritmo, trasformando la gara in un incontro autentico tra storie diverse unite dalla stessa passione. Basta aprire Instagram per rendersi conto dei tantissimi reel realizzati durante la corsa, capaci di far vivere in presa diretta l’atmosfera unica della gara.
Correre una maratona significa lasciarsi trascinare da emozioni e sensazioni difficili da spiegare, dove ogni chilometro è accompagnato dal calore del pubblico e da scenari che rendono l’esperienza intensa dall’inizio alla fine, dal passaggio accanto al Colosseo fino ai tratti più veloci.
Per i Bradipi è stata una giornata speciale: in tanti hanno scelto proprio Roma per la loro prima maratona, mentre altri hanno centrato il proprio personal best. Avevamo anche il “km Bradipo”, un tratto tra il 18° e il 20° chilometro completamente presidiato dai nostri volontari, che hanno dato tutto… tornando a casa senza voce.
Il tifo, però, non è mai mancato lungo tutto il percorso: tantissimi sostenitori hanno accompagnato ogni passo con energia e incoraggiamento continuo. Tra loro anche il nostro Presidente, Peppe Minici, presente sia lungo il percorso che al traguardo, pronto ad abbracciare tutti.
Eravamo numerosissimi e abbiamo raggiunto un risultato importante, classificandoci come seconda squadra per numero di atleti al traguardo.
E poi le staffette: una componente fondamentale che ha dato alla manifestazione un valore ancora più inclusivo e condiviso. Dividersi i chilometri ha permesso a tanti di vivere l’emozione della maratona in squadra, trasformando la fatica in un’esperienza collettiva fatta di passaggi, fiducia e sostegno reciproco.
Le staffette hanno avuto anche un forte impatto solidale: numerose ONLUS sono state protagoniste, portando avanti progetti benefici e raccogliendo fondi attraverso lo sport. Un modo concreto per dare ancora più significato alla corsa, dove ogni frazione rappresenta anche un contributo reale a una causa. Bellissima anche la medaglia, composta da un puzzle di quattro parti, simbolo perfetto di condivisione.
C’è tanto da raccontare su questa maratona. Tra gli aspetti più significativi non si può non citare il servizio pacer: numeri da record, con il riconoscimento ufficiale del Guinness World Records per il maggior numero di pacer in una maratona, ben 252. Un risultato che testimonia ancora una volta la grandezza dell’evento.
Vogliamo infine dare merito ai Bradipi che hanno debuttato proprio qui:
Paolo Nizza Izquierdo, Daniele Galioto, Simone Grassoni, Debora Cazarini, Emilio Scapigliati, Heather Milligan, Marco Pompeo, Marta Porru, Francesco Cimaglia, Andrea Micozzi, Gianluca Fiorillo, Andrea Sicardi, Alessio Monterosso, Giulia Basili, Stefania Fatica, Lucia Merone, Sabatino Torre, Valerio Di Benedetto, Matteo Lacava, Massimiliano Pietroni, Maurizio Pozzi, Emanuela Franchini, Emanuele Massari, Ludovica Garro, Francesco Tedeschi, Monica Bianchini, Marco Pietrini, Gianluca Fiorentino, Raffaella Delli Carri, Giovanni Picot, Leonardo Amato.

Complimenti anche ai Bradipi che hanno segnato il loro personal best:
Samuele Sassu, Daniele Corsi, Vincenzo Riccio, Alessio Zenga, Alessandro Testagrossa, Alessandro Pizzoni, Massimo Priore, Alessio Zannini, Alberto Fusco, Emanuele Placco, Giulia Conte, Cinzia Venezia, Edoardo Paganelli, Jessica Magnago, Eva Brundo, Giulia Giambartolomei, Riccardo Falcione, Alessio D'Arcangelis, Filippo Ramondelli, Costanza Martella, Luca Ugo, Vincenzo Bellantoni, Saverio Franco, Marco Licitra, Natacia Subtonic.

Alla fine, più dei numeri e dei risultati, resta ciò che questa Run Rome The Marathon ci ha lasciato dentro: la consapevolezza di aver condiviso qualcosa di grande. Fatica, gioia, sacrificio e sorrisi si sono mescolati lungo ogni chilometro, rendendo questa esperienza unica per tutti.
Ognuno con la propria storia, ma tutti sotto gli stessi colori. Perché essere Bradipi non è solo correre una maratona, è sentirsi parte di qualcosa che va oltre il traguardo.
Per finire riporto sinteticamente un pò di numeri:

  • Partecipanti: 36.000 iscritti alla maratona (di cui 30mila arrivati) .
  • Partecipazione totale: Oltre 60.000 persone includendo eventi collaterali come la staffetta solidale Acea Run4Rome e la Fun Run da 5 km.
  • Internazionalità: 70% di runner provenienti dall'estero, rappresentando 166 Paesi.
  • Genere: Oltre 10.000 donne al via.
  • Presenze in città: Stimati 120.000 spettatori/partecipanti.
  • Vincitore Maschile: Asbel Rutto (Kenya) in 2h06:32.
  • Vincitrice Femminile:  Pascaline Kibiwot (Kenya) in 2h22:44 (nuovo record del percorso).

L'evento ha registrato una crescita esponenziale, confermandosi uno dei principali appuntamenti sportivi a livello globale. Il prossimo anno la manifestazione verrà messa di nuovo a bando, e noi incrociamo le dita.