Ronda Ghibellina, gara storica che si svolge a Castiglion Fiorentino in un atmosfera medievale riprodotta al 100%. I Toscani sono particolarmente bravi in questo, infatti puoi trovare inservienti in costume, parate a cavallo, il bellissimo falò, tutto molto suggestivo. E in questo contesto della serie "non ci resta che piangere" qualche lacrimuccia esce. Andiamo con ordine, le distanze sono diverse la ultra di 67km la 45km, la 25km che poi in realtà sono 23 e mezzo e la 14 km.
I bradipi sono coì disposti: alla 45k Alessandro Federici Giovanni Picot Fabio Mancuso e Michele Corio, alla 25k, detta anche Ronda assassina, Eugenia Bianchini e Vanessa Zampetti, alla 14k Paola Medina Mendoza che vi diciamo subito è salita sul podio come 2a F40.
È stata una gara immersa nel fango, transitare in boschi in cui la melma era in molti tratti mista ad acqua, passarci in mezzo si affondava fino alle caviglie e così densa che staccava le scarpe dai piedi.
All'interno del bosco si trovano i caratteristici lastroni di pietra che con un velo di melma sopra diventano delle saponette, per cui è stata una vera prova di resilienza (amplificate questo dato per le varie distanze). La Ronda Assassina ha un dislivello di 1400mt in 23km, e questo saliscendi nel fango diventa una dura prova per le gambe che se non sono allenate ti lasciano a terra. Sempre nella 23k proprio a metà c'è una discesa verticale che poi si traduce in un altrettanto ripida salita. Le nostre ragazze si sono arrampicate saltando come delle scimmie, da un ramo a un altro, da un albero a un altro, cercando di rimanere in piedi con tutto, mani, braccia, bastoncini.
Alla fine qualche discesa anche mettendosi sedute per poi lasciarsi scivolare, perché alcune rampe sembravano proprio degli scivoli dell'acqua! Anche se il paesaggio è bello, guadando non è stato facile ammirarlo. Quindi la caratteristica principale di questa gara oltre all'organizzazione impeccabile è stato il fango, l'acqua, la melma.. gli elementi naturali dell'inverno se li sono presi tutti. Alla fine della Ronda quando mancavano 3/4 chilometri si esce sull'asfalto, una lacrima di commozione e una speranza si accendono nel cuore dei nostri trailers, e invece no perché anche in prossimità dell'arrivo si viene risbattuti nel... fango! sul bordo di un fossato altri 500m in mezzo all'erba bagnata e infangata. Come dicevo, è una gara in cui servono quadricipiti di ferro, in cui se non si è bene preparati, i crampi non danno tregua e comunque è difficile da gestire. Lo sa Bene Eugenia che lo scorso anno si è persa ed è andata fuori tempo massimo, dopo quella brutta esperienza è tornata tostissima e ha finito la sua distanza. Una rivincita infangata ma ne è valsa la pena.
Cosa dire dell'organizzazione.. sono dei maestri dell'organizzazione! gli atleti sono circa 1.500, davvero tanti per un evento invernale del genere, e loro mettono completamente a disposizione il Palazzetto dello Sport di Castiglione, con all'interno l'Expo, Il ristoro finale che è un bellissimo pranzo, le docce e le gradinate. Un contesto veramente ben fatto, la gara segnalata alla perfezione con i ristori completi di tutto quello che ci deve essere, dai dolci ai salati. Non mancava nemmeno il caffè caldo. I tempi sono mediamente alti per via del terreno, ma la 14km è stata molto veloce, ci raccontano che si sono visti sfrecciare tra gli alberi come dei Tarzan gli atleti di questa distanza, un passaggio veloce per poi dileguarsi... che sembrava la scena di un film.. Soddisfatti i nostri ragazzi si portano dietro questa bellissima esperienza fino al la prossima edizione.
Oltre le corse c'era, La Marcia Ardita di più di 30 km a cui hanno partecipato Raffaele Nicolussi e Lorena Iglesias.