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	<title>Report Archivi - Piano ma arriviamo</title>
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		<title>Impresa e Vico: i Bradipi non dormono mai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 14:36:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre il prode Prospero si diletta alla Chase the Sun Italia, i nostri alfieri Arianna, Cocce e Matteo difendono i colori verde-nero all’Olimpico di Vico. Ma procediamo con ordine. Per chi non la conoscesse, la Chase the Sun è una sfida ciclistica coast-to-coast da Cesenatico a Tirrenia, passando per Firenze e Pisa. Credete sia una [&#8230;]</p>
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<p><br>Mentre il prode Prospero si diletta alla Chase the Sun Italia, i nostri alfieri Arianna, Cocce e Matteo difendono i colori verde-nero all’Olimpico di Vico.</p>



<p>Ma procediamo con ordine. Per chi non la conoscesse, la Chase the Sun è una sfida ciclistica coast-to-coast da Cesenatico a Tirrenia, passando per Firenze e Pisa. Credete sia una passeggiata? Sono solo 280 km con 3300 metri di dislivello positivo… come dire: una vera spremuta di sangue! Come se non bastasse, la gara si è svolta il 20 giugno, proprio in concomitanza con l&#8217;inizio di una canicola asfissiante. Il nostro ragazzo, però, completa l&#8217;opera in 11 ore, 55 minuti e 48 secondi. Stanco, soddisfatto, ma ancora emozionato per i passaggi più suggestivi del percorso. Well done, Prox!</p>



<p>L’Olimpico di Vico è invece un appuntamento tradizionale nel panorama del triathlon regionale. Chi lo conosce sa bene che la leggenda narra che &#8220;anche l’acqua sia in salita&#8221;… ma in realtà lo dipingono più cattivo di quello che è.</p>



<p>Partono prima le ragazze e le staffette, e dopo 5 minuti è il turno dei maschietti. Dopo una calda nuotata nel lago (temperatura dell’acqua a 27°… un caldo BOIA, soprattutto per il Cocce che, forte della sua categoria M3, indossa la muta senza indugi, pentendosene amaramente poco dopo), si salta in sella. Il percorso bici è un multilap di 4 giri lungo il lago: 10 km a tornata, con due salite impegnative fino al quinto chilometro e due discese fino al decimo. Insomma: si suda e si spinge all’andata, ma al ritorno si vola! La maggior parte del tracciato è all&#8217;ombra, ma quando la luce squarcia gli alberi è una mazzata; anche qui il caldo si fa sentire torrido.</p>



<p>Matteo, uscito per primo dall’acqua, impone un ritmo infernale sui pedali. Il Cocce, dopo la recente mazzata di Lanzarote, oggi vuole solo rifare pace con la triplice e pensare a divertirsi… ma il destino, cinico e baro, ha in serbo altre sorprese. Nel frattempo la nostra &#8220;ragazza terribile&#8221;, Arianna, inizia la gara preoccupata proprio per la frazione bike, ma il Cocce la tranquillizza: &#8220;Il peggio viene dopo!&#8221;. In ogni caso, lei pedala con ordine e alla fine concorda: la bici si porta a casa senza drammi.</p>



<p>Matteo prosegue il suo assolo solitario fino al traguardo, chiudendo la gara in 2 ore, 16 minuti e 31 secondi… una vera bestia!</p>



<p>Per il Cocce, invece, arriva un simpatico (si fa per dire) quanto doloroso imprevisto: appena uscito dalla T2, rimedia l’ennesima storta stagionale sulla stessa caviglia. Il dolore è lancinante, perde 4-5 minuti anche solo per capire cosa fare ma, da vero duro di Caprarola, non molla: riparte e, seppur sotto ritmo e con molta cautela, chiude la prova.</p>



<p>E Arianna??? Corre e tiene duro, nonostante un percorso non proprio amico e una caviglia a sua volta non al meglio. E cosa ti combina la ragazza? Si va a prendere il secondo posto di categoria! Braaaaaaavaaaaaa! Lo Sceriffo è tornato!</p>
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		<title>DAI 5KM AI 42 I RACCONTI BRADIPI DELLE GARE SU STRADA</title>
		<link>https://www.pianomaarriviamo.it/dai-5km-ai-42-iracconti-delle-gare-su-strada-bradipi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 09:48:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Report]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre i nostri Braditrailers esploravano i boschi di Nepi, altri si dilettavano in gare su strada. La Palestrina Archeologica è una celebre gara podistica su strada di circa 9,5 km che si snoda nel suggestivo centro storico di Palestrina (RM). Il tracciato si sviluppa su un anello con saliscendi da ripetere tre volte. Tanta emozione [&#8230;]</p>
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<p>Mentre i nostri <em>Braditrailers</em> esploravano i boschi di Nepi, altri si dilettavano in gare su strada. </p>



<p>La <strong>Palestrina Archeologica</strong> è una celebre gara podistica su strada di circa 9,5 km che si snoda nel suggestivo centro storico di Palestrina (RM). Il tracciato si sviluppa su un anello con saliscendi da ripetere tre volte. Tanta emozione e un bellissimo riconoscimento da parte dell&#8217;organizzazione per i nostri ragazzi Fispes: una targa con una frase motivazionale e la premiazione sul palco per Luciano Bernardini, Sandro Monacelli (8°), Ada Ammirata, Emanuele Columbo e le guide. Oltre a loro, generosi i premi di categoria per Gianluca Fiorentino (SM), Beatrice Bernabini (che vince la sua categoria F60), Rosaria Pulvirenti (4ª F60) e Marcello Ferranti (8° M60). Presenti in gara anche Vincenzo Addelio (guida), Silvia Alvaocle N&#8217;Guessan, Nello Perri, Christian Emett e Alessandro Basta.</p>



<p>La <strong>Wow Run</strong>, gara a scopo benefico con percorso di 8 km interamente pianeggiante su circuito cittadino, è sia competitiva che amatoriale. L&#8217;evento è stato organizzato con partenza e arrivo presso il centro commerciale The Wow Side (ex Parco Leonardo) a Fiumicino, e l&#8217;intero ricavato è devoluto a sostegno dell&#8217;Associazione e dell&#8217;Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. I Bradipi presenti sono sei: Christian Galli arriva 1° della cat. SM, mentre Andrea Di Tosto è 1° M30. Per le donne, Maria Grazia Corrarello si piazza 3ª F60. Chiudono la sestina neroverde Alessio Monterosso, Mirko Galli e Daniele Bensaadi.</p>



<p>Alla <strong>Borgo Run</strong>, gara di 5,4 km a Palombara Sabina, Luciano Valeri è stato l&#8217;unico Bradipo in gara e si è classificato 1° M65+. Anche questo tracciato ad anello è caratterizzato da 3 giri interamente chiusi al traffico, che si snodano tra le caratteristiche salite, discese e vicoli del centro storico.</p>



<p>Alla <strong>Straceccano</strong>, sulla distanza di 9.950 metri, Eleonora Bazzoni sale sul podio femminile in 2ª posizione. Igor Toppi arriva 10° assoluto e 3° M40, mentre in gara era presente anche Matteo Imperioli.</p>



<p>Spazio anche a qualche gara del sabato, come la <strong>Notturna di S. Giovanni</strong>, con partenza e arrivo nel centro storico di Firenze (Piazza San Giovanni). Il percorso di 9,9 km è un anello interamente pianeggiante che tocca i punti più iconici del centro. Una Firenze <em>by night</em> umida e caldissima, che si sono goduta Lorenza Iglesias, Emanuele Placco, Cecilia Pera e Beatrice Silvestrini.</p>



<p>Clima caldo e umido anche alla <strong>Monza-Resegone</strong>, storica gara di 42 km da correre in squadre da 3 corridori. Ovviamente tutti e tre i componenti devono tagliare il traguardo, pena l&#8217;esclusione della squadra. Marco Raffaelli, Emiliano Scapigliati e Giulia Basili hanno fatto squadra in questa esperienza all&#8217;ultimo sangue dove alla fine il tempo conta relativamente; in quei 42 km si sviluppano infatti altri sentimenti, fatti di complicità, amicizia e profondo senso di gruppo.</p>



<p>A Livigno troviamo invece Alessandro Ambrosioni per la <strong>Three Livigno Run</strong>, evento che offre la possibilità di correre tre maratone in tre giorni, oppure di partecipare a distanze più brevi (mezza maratona e 10 km) in singola giornata. Alessandro ha chiuso con successo le tre 10 km in tre giorni.</p>



<p>Un&#8217;altra atleta delle lunghe distanze è Edith Ventosilla, che alla <strong>6-8 ore di Cagnano Varano</strong> conquista il 1° posto nella categoria F65, correndo la bellezza di 53 km.</p>



<p><br></p>
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		<title>BORGIA E SEMPREVISA DUE TRAIL DA APPLAUSI</title>
		<link>https://www.pianomaarriviamo.it/borgia-e-semprevisa-due-trail-da-appalusi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 06:46:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Report]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato si corre il Semprevisa Trail. Il Monte Semprevisa è la vetta più alta dei Monti Lepini. Il percorso si sviluppa su sentieri di media montagna e nei vicoli storici dei paesi secondo le seguenti specifiche: asfalto, gradini, roccia vulcanica, basolato, single track sterrato, sentiero sterrato largo, pietraia, sentiero fangoso, sottobosco e strade comunali. Diciamo [&#8230;]</p>
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<p>Sabato si corre il <strong>Semprevisa Trail.</strong> Il Monte Semprevisa è la vetta più alta dei Monti Lepini. Il percorso si sviluppa su sentieri di media montagna e nei vicoli storici dei paesi secondo le seguenti specifiche: asfalto, gradini, roccia vulcanica, basolato, single track sterrato, sentiero sterrato largo, pietraia, sentiero fangoso, sottobosco e strade comunali. Diciamo che non manca proprio nulla! 16,6 km per 745 mt di dislivello. Le nostre Braditrailers Debora Neme Cazarini e Giorgia Orazietti rimangono stregate dal percorso, definendolo il più bello del circuito. Il motivo? La vista del mare, le Isole Pontine, i Monti Lepini e i cavalli liberi. Brave ragazze, stanche ma felici.</p>



<p>Domenica si va in massa al<strong> Trail dei Borgia</strong>. Qui giochiamo ad asso piglia tutto. Alessio Biagioni vince la gara! È motivato e, quando vede che in discesa supera di brutto, capisce che ce la può fare, e così è. Tanti complimenti ad Alessio, runner da strada umile che lavora sodo e raccoglie i frutti anche sui trail. Ma siamo 39 e i premi di categoria non mancano: Lorenzo Pimpinella 2° cat. A, seguito da Stefano Di Virgilio 3°. Anche il Presidente prende il premio nella cat. D. Alessandro Coianiz 1° cat. G, Augusto Carletti 5° cat. H. Per le Bradipe, Roberta Pimpinella 5ª cat. O, Serena Del Regno 1ª cat. M, Stefania Fatica e Laura Di Virgilio 4ª nelle cat. L e N, infine Loredana Frallicciardi 3ª cat. S.</p>



<p>Premi a parte, la gara è molto suggestiva, la città è ospitale, non ci mollano mai durante tutto il percorso. Si parte dal Forte dei Borgia, la stretta uscita è affollata di runner che non vedono l&#8217;ora di prendere la via. Ma devono aspettare ancora, perché dopo il 1° km, in cui c&#8217;è un passaggio veramente bello nella piazza del paese, si prende una discesa ripida con gradoni impegnativi e lì si va a passo d&#8217;uomo. Finito questo &#8220;ostacolo&#8221;, si guada il fiume e si entra nel meraviglioso bosco. La gara è principalmente al fresco della radura, i passaggi sono impegnativi ma lo scenario è bellissimo. Ogni tanto vale la pena rischiare una storta ma alzare lo sguardo all&#8217;interno dei Cavoni. Il continuo saliscendi porta infine a dei campi di grano dove si può finalmente correre, per poi riprendere il bosco. Il caldo si fa sentire, il fiume scorre accanto al percorso e qualcuno ne approfitta. Anche l&#8217;arrivo è bellissimo. Il rientro prevede una discesa impegnativa prima degli ultimi chilometri che riconducono al forte.</p>



<p>A questo punto mancano solo gli elogi all&#8217;organizzazione. Percorso tracciato alla perfezione, con balise sempre visibili, volontari sorridenti che ci hanno supportato e incoraggiato, pacco gara ricchissimo, pecorino con relativa grattugia, ristoro finale nel quale non hanno lesinato con la birra. Inoltre, possibilità di fare la doccia. Il prossimo anno saremo in prima linea, sicuramente più numerosi, perché questo trail merita davvero.</p>



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		<title>CI SIAMO INVENTATI UNA COSA PAZZESCA!</title>
		<link>https://www.pianomaarriviamo.it/ci-siamo-inventati-una-cosa-pazzesca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 08:09:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Report]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’estate è ormai alle porte, anche se sul calendario deve ancora arrivare, il caldo è già quello delle giornate estive e la stanchezza comincia a farsi sentire un po’ per tutti. Proprio per questo, per dare nuova energia agli allenamenti e aggiungere un pizzico di entusiasmo alle nostre corse, la famiglia Bradipa si è inventata [&#8230;]</p>
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<p>L’estate è ormai alle porte, anche se sul calendario deve ancora arrivare, il caldo è già quello delle giornate estive e la stanchezza comincia a farsi sentire un po’ per tutti. Proprio per questo, per dare nuova energia agli allenamenti e aggiungere un pizzico di entusiasmo alle nostre corse, la <em>famiglia Bradipa</em> si è inventata una piccola sfida tutta interna, nata per gioco ma con tutte le carte in regola per diventare qualcosa di ancora più grande in futuro. <br> Quest&#8217;anno abbiamo fatto un esperimento una sorta di versione <strong>Roma Nord contro Roma Sud 1.0.</strong> Un’idea semplice, simbolica e incredibilmente divertente: tracciare una linea immaginaria che dividesse la città in due fazioni, Nord e in Sud appunto, (c&#8217;è stato un dibattito sul Colosseo che è di tutti e due i fronti). <br>La sfida consiste nell&#8217;andare a prendere un drappo nella postazione di partenza avversaria, percorrendo <em>grossomodo</em> lo stesso chilometraggio, per poi arrivare alla base (il Pincio), portando più drappi possibili entro un determinato tempo.<br>Al di là del risultato finale, che ha visto prevalere Roma Sud, la vera vittoria è stata l’atmosfera che si è creata. L’incontro delle due squadre in via del Corso, tra turisti incuriositi, applausi spontanei, batti cinque, sorrisi e incoraggiamenti reciproci, è stato uno di quei momenti che restano impressi. Un momento capace di raccontare perfettamente lo spirito di squadra, l’amicizia e la voglia di stare insieme che da sempre contraddistinguono la nostra famiglia sportiva. E come ogni sfida tra amici che si rispetti, non sono mancati gli sfottò e le prese in giro, sempre vissuti con leggerezza e con un unico obiettivo: divertirsi insieme.<br><br>Un grazie a Marco Raffaelli che si è prodigato per la riuscita di questo piccolo evento, grazie al quale abbiamo conquistato anche un posto gazebo al Pincio, cosa non scontata. Un grazie anche ai volontari che si sono risparmiati la corsa per supportare gli altri ad Alessandra Provera che ha immortalato tutti. Un grazie a chi è andato in bici per delineare il percorso e fare da apripista nelle strade trafficate. Un grazie soprattutto al Presidente che come sempre riesce a creare qualcosa di fantastico e che non riesce mai a finire un discorso perché gli si spezza la voce e si intravedono i lacrimoni.</p>



<p>Dopo la bellissima sfida Bradipa, si torna a gareggiare sul territorio. Ad Anzio si è corsa la <strong>10 km di Nerone</strong>, sviluppata sulla distanza di 9,9 km. Un percorso veloce, completamente asfaltato e pianeggiante, ideale per chi cerca la prestazione. Il tracciato attraversa alcuni dei principali punti di interesse storico della città, per poi proseguire sul lungomare fino a Nettuno, passando per il porto e rientrando ad Anzio sfiorando le suggestive Grotte di Nerone.</p>



<p>Scorci affascinanti che probabilmente non ha avuto il tempo di ammirare <strong>Eleonora Bazzoni</strong>, impegnata a tagliare per prima il traguardo della classifica femminile. Ottima prestazione anche per Matteo Noro, che conquista il 4° posto assoluto. Complessivamente sono stati 19 i Bradipi presenti.</p>



<p>Altra gara impegnativa e ben organizzata è stata la <strong>Campagnano Vallelunga Race</strong> di 9,9 km, dove si sono distinti Mariano Bosco, 1° M40, Valentina Evangelisti, 1ª F40, e Sophie Brunetti e Jessica Magnago, rispettivamente 2ª e 3ª F35. Presenti anche Federico Franceschi, Emanuel Scipioni, Emilio Scuncio, Jean Pierre Plebani e Maurizio Pozzi.</p>



<p>Tre i moschettieri Bradipa alla <strong>Corri a Casal Monastero</strong> sui 10.100 metri: Gianluca Consorti, Giuseppe Costantino e Nello Perri. La gara si sviluppa su un percorso ad anello caratterizzato da una discreta ondulazione e da un fondo misto che alterna tratti asfaltati del quartiere a sentieri sterrati. Un tracciato immerso nella natura, affascinante ma anche piuttosto impegnativo.</p>



<p>Per quanto riguarda la pista, a Latina si sono disputati i <strong>Campionati Regionali Individuali Master</strong>, manifestazione che ci regala due importanti piazzamenti: Luciano Valeri, 1° M70, e Maurizio Celozz<strong>i</strong>, 2° M50 sui 5mila mt.</p>



<p>In provincia di Avellino, a Montella si corre la <strong>Strada dei Monti Picentini </strong>di 10km. Oltre 200 i classificati tra cui la nostra Serena del regno che arriva 6a donna e 2a F35, si porta a casa un premio insolito, in bellissimo gioiello, con lei Martin Petrella.</p>



<p>Sempre in pista, debutto al <strong>Trofeo Giorgio Bravin</strong> per <strong>Ettore Cervino</strong>, giovane atleta della <em>Piano Ma Arriviamo</em>, che ha esordito in una manifestazione nazionale di altissimo livello, dove i tempi di qualificazione sono particolarmente selettivi. Ettore migliora il proprio personale di ben quattro secondi nella categoria Cadetti sui 2000 metri, fermando il cronometro a <strong>6&#8217;24&#8243;14</strong>. Complimenti al nostro giovane atleta, che continua a crescere e a regalarci grandi soddisfazioni.</p>



<p>Nel weekend si è corso anche a Sutri, nella <strong>Sutri in 5K</strong>, dove Maria Grazia Carrarello conquista il 3° posto F50. Presente anche <strong>Adalberto Di Tosto.</strong> La gara, caratterizzata da un percorso ondulato, prevedeva due giri esterni alle mura della città.</p>



<p>Sempre sabato, alla <strong>Corri a Fondi</strong> sulla distanza di 10 km, hanno rappresentato i colori Bradipa Daniele Trano e Francesco Supino.</p>
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		<title>ALBA DEI MARSI E L&#8217;INARRIVABILE ACCOGLIENZA ABRUZZESE</title>
		<link>https://www.pianomaarriviamo.it/alba-dei-marsi-e-linarrivabile-accoglienza-abruzzese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 10:48:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Report]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una bellissima giornata di festa per chi ha partecipato al Trail L&#8217;Alba dei Marsi, ad Antrosano, una frazione del comune di Avezzano. Le due distanze partono con 5 minuti di differenza, per permettere ai &#8220;veloci&#8221; della 12km (420mt D+) di non incrociarsi con i medesimi della 21km (850mt D+). La 12km è valevole per il [&#8230;]</p>
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<p>Una bellissima giornata di festa per chi ha partecipato al Trail <strong>L&#8217;Alba dei Marsi</strong>, ad Antrosano, una frazione del comune di Avezzano. Le due distanze partono con 5 minuti di differenza, per permettere ai &#8220;veloci&#8221; della 12km (420mt D+) di non incrociarsi con i medesimi della 21km (850mt D+). La 12km è valevole per il Campionato Regionale Abruzzo FIDAL di corsa in montagna, e il trail lungo è inserito nell’UTMB Index – categoria 20K e nella ITRA National League. Una volta espletate le informaizoni tecniche concentriamoci sulla bellezza di questa giornata all&#8217;insegna del divertimento. C&#8217;è stato un boom di presenze rispetto all&#8217;edizione precedente, quasi il doppio dei partecipanti (circa 500). Si sa quando le cose vanno bene la voce si sparge rapidamente. Quindi la piazzetta del centro sportivo che ci ha accolto si è riempita velocemente di atleti che si sono voluti godere questa bella gara. <br>Partiamo dalla <strong>12km</strong>, il percorso è adatto a tutti, molti saliscendi anche in parti boschive quindi al riparo dal sole, una bella salita su tracciato sassoso ci accompagna alla zona più bella; un passaggio nel famoso anfiteatro romano, dove abbiamo corso sulla pavimentazione tipica dell&#8217;epoca lastricata.<br>Balisaggio perfetto percoso facilemte seguibile, grazie anche ai tanti volontari che ci indicavano il percorso ai bivi, attenti e col sorriso (cosa non da poco). <br>La <strong>21km</strong> è più tecnica e si incrocia diverse volte con la 12k, il che ha creato qualche piccolo problema ai più lenti che dovevano necessariamente fermarsi per lasciare passare le frecce della lunga. Usciti dall&#8217;<em>Alba Fucens</em>, una lunga discesa di 2km circa riporta tutti alla zona arrivo. Si prende un sospiro di sollievo quando si inizia a sentire la voce dello speaker in lontananza che ci annuncia uno ad uno al taglio del traguardo, regalando a tutti quell&#8217;attimo di gloria. Ed è proprio all&#8217;arrivo che inizia il post gara, bellissimo ricchissimo e musicosissimo. Il pacco gara comprende un bellissimo paio di calzini da trail, diversi premi in natura, barrette e altri omaggi gentilmente offerti dagli sponsor, oltre una bellissima medaglia,da finisher con il nstro che riprendeva icolori dei balisaggi per le due distanze. <br>E poi il pasta party: birra fresca e pasta cotta al dente (forse l&#8217;unico intoppo, la lunga fila d&#8217;attesa sotto il sole per il piatto di pasta..dettaglio migliorabile), ancora per chi voleva, arrosticini e panini. Insomma saremmo voluti rimanere li parecchio. Facciamo i nostri complimenti agli organizzatori che hanno reso tutto facile, anche grazie alla massiccia attività sui social sui quali circolavano sistemticamente tantissime informazioni, compresa la mappa interattiva dei percorsi.<br>Finiti i convenevoli passiamo ai nostri cari Bradipi. Pamela Cavino seconda donna assoluta sulla 12km.<br>Per le categorie, Arianna Corona 2a F40, Daniela Maratea 2a F60. <br>Nella 21k, Serena Del Regno 3a F35, per la F40 Paola Medina Mendoza 2a e Natalia Kiselnikova 3a, Lorena Iglesias 1a F50. Per la maschile, Gianpietro Atanasi 1° M40, Alessandro Coianiz 1° M60. A coronare la giornata, un altro bellissimo premio di squadra, un barilotto di birra fresca e tanta pasta grazie al 2°posto conquistato per numero di atleti al traguardo!! Che dire, il prossimo anno saremo ancora più numerosi. <br></p>
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		<title>PIANO MA ARRIVIAMO SUL PODIO</title>
		<link>https://www.pianomaarriviamo.it/piano-ma-arriviamo-sul-podio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 08:46:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tanti i &#8220;Bradipi&#8221; presenti a Sermoneta per il Memorial Alessia Calvani, la gara di 9,9 km organizzata dalla UISP per tenere vivo il ricordo della studentessa tragicamente investita da un pirata della strada. Il percorso, un circuito urbano ed extraurbano suggestivo ma impegnativo, si è articolato in 4 giri completi a ridosso delle storiche mura [&#8230;]</p>
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<p>Tanti i &#8220;Bradipi&#8221; presenti a Sermoneta per il <strong>Memorial Alessia Calvani</strong>, la gara di 9,9 km organizzata dalla UISP per tenere vivo il ricordo della studentessa tragicamente investita da un pirata della strada. Il percorso, un circuito urbano ed extraurbano suggestivo ma impegnativo, si è articolato in 4 giri completi a ridosso delle storiche mura medievali. I nostri atleti si sono fatti valere, conquistando ottimi posizionamenti di categoria. Nella classifica assoluta, che premiava i primi 5 arrivati, Carla Mazza ha conquistato il podio piazzandosi come 4ª donna assoluta. Grandi soddisfazioni anche sul fronte maschile, dove abbiamo quasi monopolizzato le premiazioni: Alessio Zannini ha chiuso al 2° posto nella categoria M45, seguito sul podio dal nostro Presidente al 3° posto, da Alessandro Pizzoni al 4° e da Andrea Bucra al 5°. Ottimi ori e piazzamenti anche per Gianluca Fiorentino (1° M30), Alessio Zenga (3° M35) e Daniele Bensaadi (5° M40). Tra le &#8220;Bradipe&#8221; si sono distinte Roberta Pimpinella (2ª F45), Rosaria Pulvirenti (1ª F60) e Valeria Lori (4ª). Presente anch l&#8217;atleta Fispes Sandro Monacelli con la guida Christian Emett.</p>



<p>Il momento più emozionante è stato il riconoscimento speciale assegnato al nostro Peppe Minici, per i traguardi raggiunti dalla &#8220;Piano Ma Arriviamo&#8221;. Una menzione speciale dello speaker ha celebrato il suo costante impegno verso la corsa attraverso svariate iniziative, l&#8217;attenzione dedicata agli atleti FISPES e, non ultimo, lo straordinario lavoro di squadra svolto con e per la squadra, considerata da lui come una seconda famiglia. A coronare la giornata, la nostra società è stata premiata anche come seconda squadra per numero di atleti giunti al traguardo.</p>



<p>Alla <strong>Cronotuscolo</strong> i nostri colori hanno brillato altrettanto forte. La gara, una competitiva e non competitiva di 10,2 chilometri con partenza e arrivo nel Parco dell’Ombrellino, ha visto negli anni diverse modifiche nel chilometraggio prima di assestarsi sulla distanza attuale. Negli ultimi tratti il percorso abbandona l&#8217;asfalto per un tecnico tratto sterrato che ricalca le antiche strade romane. Una volta raggiunta la sommità, dopo un dislivello complessivo di circa 250 metri, si apre una vista panoramica spettacolare che spazia dai Colli Albani fino al mare, prima di riprendere la strada provinciale. Il nostro Matteo Noro ha conquistato un fantastico secondo posto assoluto, arrivando a pochissimi secondi dal vincitore. Per le classifiche di categoria, splendido primo posto per Elena Cacciapuoti (1ª SF) e terzo gradino del podio per Marco Trinca (3° M45).</p>



<p>Nel Comune di Guidonia si è corsa invece la <strong>Maratonina di S. Luigi</strong> (10,100 km), dove siamo saliti nuovamente sul podio assoluto grazie a Giulia Giambartolomei, splendida 3ª donna assoluta. In gara anche gli atleti FISPES, con Ada Maria Ammirata accompagnata dalla sua guida Vincenzo Addelio, ed Emanuele Columbu. A completare la spedizione dei Bradipi, le ottime prove di Massimiliano Francassi, Roberto Gaudenzi, Andrea Micozzi, Luigi Ciuffa e Jean Pierre Plebani, che non si sono lasciati scoraggiare dal grande caldo e da alcune salite impegnative.</p>



<p>Un gruppetto di atleti ha preso il via anche alla <strong>CorriOrte</strong> sulla distanza di 10 km. A differenza di quanto si possa immaginare osservando Orte dall&#8217;autostrada, il percorso è prevalentemente pianeggiante (con un dislivello di appena 50 metri) e si snoda su un anello misto, composto per metà da asfalto e per metà da sterrato e terra battuta tra le caratteristiche campagne della zona. Grandi soddisfazioni per Luciano Valeri, 1° nella categoria M70, e per Claudia Carlisi, 3ª nella categoria SF. Buone prestazioni anche per gli altri Bradipi presenti: Alessandro Sabetta, Diana Merlonghi, Maurizio Celozzi e Giuseppe Nello Perri.</p>



<p>Spostandoci alla <strong>6-8 ore di Teate</strong>, Edith Ventosilla ha conquistato una bellissima vittoria nella categoria F65, chiudendo la prova delle 8 ore con circa 55 km percorsi.</p>



<p>Nel frattempo, il nostro &#8220;Bradipo milanese&#8221; Alessandro Ambrosioni continua a togliere minuti preziosi ai suoi primati sulla distanza dei 10 km, mettendo a segno un&#8217;altra ottima prestazione alla <strong>10km del Parco Nord</strong>.</p>



<p>In Liguria alla <strong>Saliscendi di Beverino</strong> 13km Giulio Civitella sale sul podio come 3° M50, malgrado non sia la sua tipologia di gara (di solito molto più lunghe).</p>



<p>Infine in Sicilia, al <strong>Giro Podistico Int.le Città di Palermo &#8220;Trofeo della Legalità Rotar</strong>y, Gabriele Baron per la 10k Open. Altro discorso per Lucia Mitidieri invitata alla manifestazione, che con in partner con cui ha fatto coppia per l&#8217;evento  partecipano <em>all&#8217;americana a coppie&#8221;</em> è un tipo di competizione che in questo caso prevedeva dei giri da 400mt, chi chiudeva per ultimo veniva eliminato fino a rimenere le ultime 4 coppie. La coppia verde nero arriva 5a, con tanto divertimento per loro. </p>



<p>Un&#8217;altra bellissima corsa in solitaria è stata quella di Valerio Sasso alla <strong>Corriamo con Carlo</strong>, una gara di 9,9 km in provincia di Frosinone. Il percorso, completamente pianeggiante, si è sviluppato su un circuito ad anello da ripetere due volte.</p>



<p>Che sia in gruppo, in solitaria, sotto il caldo o sulle salite più dure, lo spirito dei Bradipi non si ferma mai: complimenti a tutti per aver onorato i nostri colori e appuntamento alla prossima linea di partenza, sempre uniti e sempre più fieri!</p>
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		<title>2 GIUGNO FESTA DEL TRAIL</title>
		<link>https://www.pianomaarriviamo.it/2-giugno-festa-del-trail/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 12:10:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alla Backyard Ultra Livata, la gara che continua fino a che non rimarrà in gara un solo concorrente.. è un format che piace. Sicuramente a Massimo Pierantozzi e Andrea Cirillo. Il percorso di Monte Livata sfrutta la stessa partenza del Trail dei Simbruini, quindi i 6.7km sono decisamente ondulati, con un discreto dislivello, che è [&#8230;]</p>
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<p>Alla <strong>Backyard Ultra Livata</strong>, la gara che c<em>ontinua fino a che non rimarrà in gara un solo concorrente</em>.. è un format che piace. Sicuramente a Massimo Pierantozzi e Andrea Cirillo. Il percorso di Monte Livata sfrutta la stessa partenza del Trail dei Simbruini, quindi i 6.7km sono decisamente ondulati, con un discreto dislivello, che è dato per 100mt circa ma in realtà supera i 150. (non vi spiego come funziana la Backyard che tanto lo sapete già). Si arriva di buonora per avere il posto macchina più vicino possibile al circuito di gara, Massimo fa 5 giri, Andrea 4, ma la fatica si fa sentire. Le ore più calde hanno fatto il resto, da una parte molto meglio senza acquazzoni, ma a 1500 mt oltrr 20° rimangono impegntivi. Bella esperienza, ancora meglio con un allenamento più appropriato, alla fine si corre tanto, almeno una maratona.</p>



<p><strong>Trail Sacred Forests</strong> nelle foreste casentinesi, una delle foreste più antiche e affascinanti d’Europa, un manto verde ininterrotto che ricopre quasi l’intero territorio del Parco. Una foresta sacra da attraversare, con le difficoltà in base alla distanza scelta. I nostri <em>braditraileristi</em> preferiscono la <strong>50km</strong>, con 3mila metri di dislivello, una passeggiata..  questo ce lo può raccontare Vanessa Zampetti, che nonostante sia ormai esperta ha avuto qualche attimo di indecisione a fronte di alcuni passaggi con corde e.. vuoto cosmico di sotto. Putroppo quest&#8217;anno qualche paletto staccato e l&#8217;assenza del soccorso alpino. Tutti arrvano al traguardo. Oltre Vanessa, accompagnata da Alessandro Federici, c&#8217;è Fabio Mancuso e Natalia Kiselnikova. Bradipi anche sul tracciato di <strong>25km</strong> con un dislivello di 1.500mt. Gian Pietro Attanasi che si gode la natura selvaggia apprezzando il fatto di rallentare rispetto alle gare su strada, e Daniele Fioravanti. Sulla distanza di <strong>14km</strong> con 800 D+ Paola Medina Mendoza, che arriva 8a donna. </p>



<p>Al ribatezzato <strong>Trail della Banditaccia</strong>, già Etrurian Trail, sono 12 i bradipi glitterati che si divertono nelle cascate iconiche del percorso, 13 km di sterrato prevalentemente pianeggiante, ma le salite presenti si fanno sentire. Giornata non troppo calda per loro, con buona prestazione di Alessandro Coianiz che arriva 1° M60 e 10° assoluto, premiato anche Daniele Marsano 2° M55 e Stefania Fatica 3a F40. Degli altri bradipi presenti Tilly ci impiega 10 minuti in meno rispoetto allo scorso anno, ancora alri bradipo, Roberto Sbragia, Auguato Carletti, Cristiano Cancelli, Giorgia Orazietti, Martina Moscetta, Patrizio Sauzzi, Debora Cazarini e Alessandro Tiberi. L&#8217;organizzzione non raggiunge la sufficienza, scarni i ristori e il fine gara, pacco gara senza maglia. </p>



<p>Tantissimi complimenti a Giulia Giambartolomei che a <strong>Corriamo al Cavaliere</strong> 10.100mt, arriva 1a nella classifica femminile. Con lei hanno partecipato Luca Innocenzi, Emanuele Columbu, Davide Troiani, Paolo Giambartolomei, Alessandro De Zuliani. </p>
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		<title>WEEK END BRADIPO TRA STERRATI E SALITE</title>
		<link>https://www.pianomaarriviamo.it/week-end-bradipo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 08:39:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Report]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche questo fine settimana si è aperta la caccia ai bradipi nelle tantissime gare in programma nel panorama running, aimè non solo romano. Ma partiamo proprio da quello per sottolinerare le prestazioni dei nostri amici. Alla Maratonina di Villa Adriana spiccano le nostre bradigirls, Giulia Giambartolomei 2a donna assoluta, seguita da Pamela Cavino 4a e [&#8230;]</p>
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<p>Anche questo fine settimana si è aperta la caccia ai bradipi nelle tantissime gare in programma nel panorama running, aimè non solo romano.</p>



<p>Ma partiamo proprio da quello per sottolinerare le prestazioni  dei nostri amici. <br>Alla<strong> Maratonina di Villa Adriana</strong> spiccano le nostre <em>bradigirls,</em> Giulia Giambartolomei 2a donna assoluta, seguita da Pamela Cavino 4a e Claudia Pezzatini 5, ma praticamente hanno tagliato il traguardo con lo stesso tempo, prendono anch i premi di categoria, rispettivamente 1a F40 e 2a F45. Luciano Quattranni 1° M40 per la maschile. Presenti anche Luisa Lombardi, Maria Grazia Corrarello e Gianluca Fiorentino. La gara di 11km presenta un tracciato misto sterrato ed asfalto, caratterizzato da continui saliscendi e cambi di ritmo che lo rendono molto allenante. Il tracciato attraversa uliveti secolari e include il suggestivo passaggio all&#8217;interno della storica Villa dell&#8217;Imperatore Adriano già Patrimonio UNESCO.</p>



<p>Altri bradipi vanno <strong>Sulle orme di Enea</strong>, 10.100mt, qui il percorso per i primi 5 km è per lo più in piano attraversano le strade del centro cittadino. Si lascia il borgo e si entra nella Riserva Naturale Regionale della Sughereta, qui il fondo è sterrato e si affronta un tratto per lo più in discesa che porterà alla dura ma breve salita “<em>Del Pecoraro</em>”. Si ritorna a correre su strada asfaltata e gli ultimi 2 km riporteranno gli atleti al punto da cui sono partiti dove si è poi svolta la festa delle premiazioni. Andrea Lazzari 3° M40, per i bradipi. Presenti Roberta Pimpinella, Angelo di Giammarco, Andrea Germai, Claudio De Angelis, Manuele AMici, Manolo Salvari, Domenico De Luca ed Emanuele Columbu. </p>



<p>A Ferentino, per il <strong>trofeo Sant&#8217;Ambrogio</strong>, Giuseppe Ruocco con la sua guida Alimonti Christian e Gianpiero Sacco con la sua guida Marco, hanno sfidato le alte temperature estive in un percorso di 11 km decisamente suggestivo, prevalentemente piatto. Presente anche Anna Germani.  Grande l&#8217;organizzazione, con un ristoro abbondante, gelato, e come pacco gara una cassetta di frutta fresca. Grazie all&#8217;organizzazione e al Presidente dell&#8217;atleta Ferentino Diego Papoccia per l&#8217;invito.</p>



<p>Doppietta a<strong> Dobbiaco</strong>, la sera del sabato si corre con le lampade in fronte la <strong>Spring night Run</strong>, 11km. Il percorso si sviluppa tra le Dolomiti con partenza dal punto panoramico delle Tre Cime di Lavaredo con tracciato che costeggia la ex ferrovia di Dobbiaco. Si cimentano nel percorso Carla Mazza e il nostro Presidente Peppe Minici. <br>La mattina pronti allo start alla <strong>Cortina</strong> <strong>Dobbiaco</strong>, oltre al nostro Presidente, Emanuele Di Muro, Ludovica Garro, Giuseppe ed Eleonora Morelli, Marianna De Simone, Gisele Roose, Mario Del Signore. <br>Il traccito è noto, con partenza da Cortina da cui si sale per circa 15km, una endenza max swl 10% non banale, non ripagano i restanti 15k in discesa che risultano impegnativi, si corre su sterrato con un panorama fastastico tutto intorno. </p>



<p>Altro &#8220;garone&#8221; la <strong>Spoleto Norcia</strong>, con varie distanze, Alessio Biagioni nella <em>Hard</em>, 25km dislivenno 1200mt (he poi si rivelao 27) arriva 5° assoluto e 1M50, nella Soft, 15km dislivello 400mt, Dario Marta e Antonio Iorio. Il percorso si snoda tra l&#8217;ex ferrovia SPoleto-Norcia e nel bosco di Moneluco.</p>



<p>Quando devi fare un collinare e ti trovi nel posto giusto al momento giusto arrivi 1a F35 alla <strong>Scarpinata dei 4 Forti Spagnoli</strong>, a Porto Ercole sto parlando di Serena Del Regno e Martin Petrella.</p>



<p>Per le gare estere, tera maratona nella città del suo Erasmus per Antonio Petroccia, un altro tassello per Massimo Ciocchetti che tocca la numero 201. Il tutto alla <strong>Maratona di Stoccolma</strong>. A Madrid, una coloratissima 10km la <strong>Madrid Vintage Run</strong>, bella la maglia e la medaglia, per i bradipi Giovanni Panfili. <br></p>
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		<title>RACCONTI DI PASSATORI</title>
		<link>https://www.pianomaarriviamo.it/racconti-di-passatori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 10:10:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Report]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Basta leggere qualche racconto per capire che il Passatore è molto più di una gara.È qualcosa che sfugge alla semplice idea di competizione: un viaggio quasi spirituale, fatto di emozioni, paure, fatica e piccoli momenti che restano addosso per sempre. Ognuno lo vive in modo diverso, perché ogni passo attraversa storie, limiti e pensieri personali. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Basta leggere qualche racconto per capire che il Passatore è molto più di una gara.<br>È qualcosa che sfugge alla semplice idea di competizione: un viaggio quasi spirituale, fatto di emozioni, paure, fatica e piccoli momenti che restano addosso per sempre.</p>



<p>Ognuno lo vive in modo diverso, perché ogni passo attraversa storie, limiti e pensieri personali. Eppure, alla fine, tutte queste esperienze si assomigliano: è come se lungo quei 100 chilometri passasse una stessa energia, una scia luminosa che unisce corpo, mente e cuore di chi parte.</p>



<p>Tra i tanti racconti ascoltati non c’è stato nessuno, nemmeno tra chi ha sofferto di più o chi si è dovuto fermare, che abbia parlato davvero male di questa esperienza. Perché il Passatore ti mette a nudo, ti chiede tantissimo, ma in qualche modo restituisce sempre qualcosa di profondo.<br>E anche chi, stremato all’arrivo, giura “mai più”, spesso lascia aperta una piccola porta: quel “mai dire mai” che il Passatore sa insinuare dentro chiunque lo viva.</p>



<p>Quest’anno erano tanti i Bradipi presenti, e ci è sembrato bello lasciare spazio alle parole e alle emozioni di ognuno di loro.<br>Grazie a chi ha scelto di condividere una parte così intima di sé.<br>E magari, leggendo queste righe, a qualcuno verrà voglia di esserci il prossimo anno.<br> &#8230;&#8230;.<br>Eccoci al rientro ma le sensazioni da esprimere questa volta sono diverse, sono tante non sono sensazioni personali ma un’esperienza di vita vissuta, nel vero senso della parola. Ci sono Maratone e maratone e ormai un po tutti noi le conosciamo. Una maratona parte veramente dallo START fino all’arrivo escludendo preparazione, alti e bassi della vita, ansie paure e condivisione con gli amici……ma ragazzi una 100KM parte da casa, vedi il trolley di Stich e il lungo viaggio che ti aspetta. Il ritrovo per il pettorale dove in genere ci si può fermare a chiacchierare o anche prendi e fuggi e vai in giro a goderti la città. Qui no, qui si respira aria di paese, dove ritiri il pettorale e poi tutti insieme a passare qualche ora sotto l’ombra degli alberi, a terra a smorazre la tensione, l’ansia della prima volta ma anche della seconda, della terza, della 15° e cosi via. Il pasto delle 11.30/12 per mettere su un po di energia e poi una camminata verso la partenza dove continui a trovare vecchi e nuovi amici a fare gli imbocca al lupo che sono importanti come mai in nessuna altra competizione. Sorprese come amiche che ti vengono a trovare alla partenza lasciandoti a bocca aperta, gli ultmi abbracci prima dello START e si parte. Come si parte?!? Piano, ma sul serio. Davanti hai 100KM e c’è tempo per goderseli tutti senza fretta, con la dovuta testa e forza d’animo che tutti noi ci distingue. Passo dopo passo concretizzi che questa non è una gara ma una pagina di un libro che stai scrivendo. Ci sono momenti di grande indecisione ma lungo il percorso trovi gente ad aiutarti e a condividere con te Km. Per me questa è stata la 4° volta e per 4 volte ho condiviso la salita della colla con Elena Lorati ( ti voglio bene ma già lo sai ) che puntualmente mi ha recuperato (raccattato) si perche alla Colla io ogni volta vorrei mollare ed è SOLO per lei che riesco puntualmente a farla per poi superare il valico e andarmene. Al 62°, dopo un anno di attesa, si un anno di attesa in cui ho voluto con tutto me stesso ringraziarlo di nuovo, ho cercato e trovato il volontario, Gianni, che l&#8217;altro anno mi ha soccorso quando sono stato male. Lo vedete in foto e con grande gioia mi ha riconosciuto ed abbracciato. Poi cala la notte e corri per inerzia senza vedere se fai salite o discese, continui a scambiare due chiacchiere con altri runner, o forse erano solo fantasmi? cominci a non contare piu i km ma i ristori…ok ne mancano 5, ok 4 ok ci siamo quasi e quando mancano 2 km cominci a tirare come mai nella tua vita andando a 2’50”, 3&#8242; al km perche non vedi l&#8217;ora di arrivare. Poi con calma controlli i LAP su Strava e realizzi che stavi andando a 5’30&#8243; ma la sensazione era un&#8217;altra. Infine la medaglia al collo, gli abbracci di condivisione di quella che è stata UNA FANTASTICA AVVENTURA. Non so cosa posso avervi trasmesso con queste parole ma di una cosa sono certo, 100sti siate fieri di voi stessi sempre e comunque. (<strong>Andrea Bucra</strong>).</p>



<p>Del percorso si sa tutto ormai, personalmente mi sono molto emozionato quasi commosso dalla sorpresa che mi hanno fatto le mie amiche ( bradipe) Chiara e Valeria che sono venute alla partenza senza che io sapessi nulla, per quanto riguarda la mia gara mi sono innervosito a Borgo S. Lorenzo quando ho notato che il traguardo intermedio era quasi due km più avanti rispetto al dove era posizionato nelle edizioni passate e da lì i km sembravano sempre più lunghi ho cercato di colmare il gap e da lì a Marradi ho spinto fino a guadagnare una ventina di minuti rispetto la mia tabella di marcia( un piccolo capolavoro) ho cercato di tenere nonostante dal 76⁰ problemi intestinali e di stomaco ma al 90⁰ sono crollato fisicamente ma soprattutto moralmente perché il vero traguardo dei 90 era ancora un miraggio.<br>Ho tenuto soprattutto perché volevo dedicare la medaglia alle mie (come dicono loro) C<em>heerleader</em> e sono riuscito ad avere la piccola soddisfazione di tagliare il traguardo dei miei 100km sotto le 12h dato che mi ero allenato per questo, da qui in poi ho solo camminato per andare a prendere questa sudatissima medaglia. (<strong>Silvio Carnevali</strong>).</p>



<p>Era il mio secondo e, credo, ultimo.<br>Appena arrivato ho detto mai più (l&#8217;anno scorso, appena arrivato, dissi che certamente l&#8217;avrei rifatto nel 2026). Dopo 24 ore, dico mai più al 90%. Poi si vedrà. Prima e unica esperienza era il 14h,10&#8242; dell&#8217;anno scorso. Nel mio solito (insensato) ottimismo…puntavo a fare 13h,30&#8242;. Tra il km 1,2 e il km. 1,5 ho capito che non ce l&#8217;avrei mai fatta…dando comunque per scontato che avrei disintegrato il tempo del 2025. Nei passaggi intermedi ero sempre avanti di 4-5 minuti. A Brisighella in ritardo di 3 minuti. M&#8217;è presa una rabbia che a confronto Regan MacNeil (..<em>è un personaggio immaginario, protagonista del romanzo L&#8217;esorcista e della saga cinematografica omonima da esso tratta), </em>era una timorata di Dio <em> </em>.<br>Ripartito a razzo dal 88° e saltando ogni ristoro, negli ultimi 12Km ho dato circa dieci minuti al Massimo del 2025, chiudendo a meno 7&#8242; (14,01,30 circa di real time)… appena arrivato, il crollo, per due ore tremavo come una foglia e non mi muovevo più. Gambe tuttora doloranti.<br>Caro Passatore, sei come un&#8217;amante gnocca da morire ma pazza da legare e pericolosa. … &#8220;con te ho chiuso per sempre&#8221;&#8230;Come lo dici all&#8217;amante pazza. Ma poi si sa come vanno a finire queste promesse che dici dici, ma poi. (<strong>Massimo Priore</strong>)</p>



<p>Ho corso dal primo all&#8217;ultimo metro facendo il pacer per un mio amico all&#8217;esordio. Sono riuscito a spronarlo sempre e fargli superare le tante crisi. Senza di me si sarebbe ritirato sicuramente. Abbiamo chiuso di pochissimo sotto le 16 ore. Accompagnarlo è stato un piacere e una grande soddisfazione. Per la cronaca è stata la mia 173esima tra Maratone e Ultra.. (<strong>Paulo Cossio La Rosa</strong>)</p>



<p>Primo Passatore.<br>È iniziato malissimo ed è finito nel modo più bello possibile. Dal decimo chilometro ho iniziato ad avere crampi allo stomaco che mi hanno devastato fisicamente e soprattutto mentalmente. Ho pensato di mollare non so quante volte. Mi sono trascinato così fino al sessantesimo, completamente svuotato. Poi è arrivato anche il calo di zuccheri: senza riuscire a mangiare, non avevo più energie. Lì però sono stati fondamentali gli amici che avevo accanto. Mi hanno aiutato, mi hanno fatto mangiare quasi a forza e pian piano mi sono ripreso. Al settantesimo ho vomitato tutto quello che avevo in corpo… e paradossalmente da lì è iniziata un’altra gara. Dal settantesimo in poi è stato tutto cuore. Solo cuore.<br>Pensavo a tutti gli allenamenti fatti, a tutta la fatica accumulata nei mesi, e sapevo che dovevo arrivare fino in fondo. Mi godevo i panorami bellissimi, ma soprattutto il viaggio nella notte. Quella parte è qualcosa di mistico: resti solo con te stesso, senti il rumore del passo che diventa sempre più pesante, che sbatte sull’asfalto, e intorno c’è un silenzio quasi catartico. Tutti stanchi, distrutti, ma con un unico obiettivo: arrivare. Ho visto tanta solidarietà lungo il percorso, tanta umanità vera.<br>E quando sono arrivato, ho pianto dalla gioia. Perché in quel momento ho realizzato davvero quello che avevo fatto. Primo Passatore chiuso in 13 ore e 46 minuti. Una sofferenza assurda.<br>Un’emozione ancora più grande. (<strong>Alessio Zenga</strong>)</p>



<p>Purtroppo io ho avuto un&#8217;esperienza diversa, tantissimo traffico, noi runner bloccati da macchine incastrate ai semafori a senso alternato, bici con musica tecno, macchine in sosta altrettanto. E&#8217; stata una bella esperienza ma devo dire che non ho vissuto la magia che mi aspettavo.<br>Sono andato pianissimo in salita perché muscolarmente sono una pippa e cammino piano, poi nei secondi 50k ho lasciato le gambe andare come volevano. A Brisighella mi sono commosso, cavolo ne ho fatti 90! Già basta questo per dire che ne è valsa la pena. L&#8217;ho detto, da subito, la compagnia di questo gruppo è stata unica, veramente. (<strong>Alessandro Corona</strong>)</p>



<p>12 ore e 39 di totale solitudine&#8230; così ho deciso di farlo il mio Passatore&#8230; io piccola donna che con il mio zainetto ho scavallato gli Appennini in solitaria, questo mi ha fatto sentire molto forte. E&#8217; stato bellissimo ritrovarci tutti insieme alle Cascine prima della partenza: pranzare sul prato con il nostro riso in bianco, condividere ansie, aspettative e risate per alleggerire un po’ la tensione prima di avviarci verso il via. Il grande protagonista di questo Passatore è stato il caldo: 30 gradi alla partenza e temperature alte per molte ore hanno messo in difficoltà tanti runner, soprattutto nella prima parte del percorso. La cosa più importante è stata restare lucidi e gestire la fatica fino alla Colla. Per me il momento più bello è arrivato proprio dopo lo scollinamento: finalmente ho iniziato a correre davvero, nel buio un bellissimo cielo illuminato da una splendida luna. Da lì fino a Marradi è stato emozionante, mentre il tratto successivo, con continui saliscendi, si è rivelato molto duro sia fisicamente che mentalmente. In gare così la testa fa la differenza: ho avuto anche io un momento difficile, ma sono riuscita a riprendermi e a chiudere correndo. Ho cercato di non fare confronti con l’anno scorso, vivendo questa esperienza per quello che era, e credo sia stata la scelta giusta. Alla fine, nonostante la stanchezza e il caldo, tagliare il traguardo correndo e con grinta è stata un’emozione enorme. Il Passatore ti chiede tantissimo, ma ti lascia altrettanto e resta davvero nel cuore. (<strong>Donatella Torre</strong>)</p>



<p>Sono anni che pensavo di fare questa gara ma non mi sono mai sentita pronta, non tanto fisicamente ma mentalmente. E Sabato ne ho avuto la prova, perché per il gran caldo al 30º chilometro volevo ritirarmi per crampi e gambe vuote. Solo la testa mi ha salvato, e non è la stessa testa che avevo due anni fa … e’ cresciuta con gare di allenamento intermedie scelte con il mio coach e superando le difficoltà personali di questi ultimi anni (quanta resilienza nella vita!). Una cosa che ho imparato e’ che queste ultra pareggiano tutti quanti perché, con tutte le variabili e difficoltà che possono nascere nel lungo percorso, il corridore medio può arrivare prima o fare meglio del corridore esperto e alla fine ti rendi conto che un crono vale l’altro … si è finishers e questo ci rende tutti uguali. Per me è stata una gara emozionantissima, oggi mi sento più ricca di ieri, per i paesaggi visti, per le nuova amicizie strette, approfondite o rinsaldate, ma soprattutto per la grande prova di amore ricevuta dai miei cari che mi hanno dato tanta forza. <br>Tranne un saluto a mia madre la notte quando ho visto le stelle alla Colla, sono rimasta sempre molto centrata sulla gestione della gara, sulle mie sensazioni, cercando il passo giusto sapendo quello che mi aspettava, cercando di nutrirmi e di bere costantemente rispettando però anche i segnali dello stomaco, coprendomi il giusto quando serviva; sono felice di poter dire di non aver sbagliato granché e di non essermi mai detta in gara “ma chi me lo ha fatto fare” … alla prima 100 chilometri non e’ da poco. <br>Dico sempre “mai dire mai” ma in questo caso credo di poter dire che nonostante mi sia piaciuta tantissimo questa gara non penso di bissarla a breve, semplicemente perché tendenzialmente mi piace fare sempre cose diverse. Posso però dire con certezza che non sarà questa l’ultima ultra che farò. Finché il divertimento e le emozioni saranno più forti della fatica e del dolore si macinano km. (<strong>Chiara Ciaccia</strong>)</p>



<p>Ci sono tanti modi per affrontare una sfida: prepararsi con costanza per mesi oppure buttarsi nella mischia da perfetti incoscienti. Io, ovviamente, ho scelto la seconda opzione presentandomi alla 100km del Passatore con qualche corsetta sporadica, una sola maratona corsa anni fa e un infortunio recente che aveva azzerato gli allenamenti. L’idea del Passatore mi girava in testa da anni, finché non ho trovato due compagni di sofferenza, Mary e Rob, e mi sono iscritto. E così, quasi senza preparazione, eccomi a Firenze il giorno della gara. La partenza, sotto un caldo devastante, è stata subito brutale: la salita verso Fiesole ha prosciugato energie e ottimismo. Dopo appena 20km pensavo già al ritiro, il primo di moltissimi momenti in cui mi sono chiesto chi me l’avesse fatto fare. Con Rob abbiamo alternato corsa e camminata inventandoci anche un codice per le pause: il mio “RIP”, che poteva significare sia “riposo” sia “riposa in pace”. Lui è stato fondamentale: sempre pronto a trascinarmi avanti con piccoli obiettivi tipo “ripartiamo da quella casa laggiù”. La parte peggiore è arrivata di notte, sulla salita della Colla: buio totale, stanchezza e chilometri che sembravano non finire mai. Poi Casaglia, i primi veri dolori, le vesciche, il ghiaccio spray, i farmaci e uno stomaco ormai in guerra aperta contro di me. Dopo Marradi ho smesso praticamente di correre: si andava avanti camminando veloce, più per testardaggine che per forza fisica. Ma proprio lì è arrivata la consapevolezza più importante: il corpo avrebbe mollato molto prima, la testa no. Gli ultimi chilometri verso Faenza sono stati pura sopravvivenza. Non avevamo più piedi ma due enormi vesciche senzienti. Però l’incoraggiamento delle persone lungo la strada ci ha trascinati fino all’arrivo. Quando siamo entrati a Faenza eravamo distrutti. Niente sprint finale sotto gli archi: troppo alto il rischio di crollare a terra. Ma alla fine è successo davvero: avevamo finito il Passatore. È la gara più bella del mondo, come dice lo slogan? Per me no. Però è sicuramente un viaggio estremo dentro sé stessi: una follia che ti insegna quanto contino la volontà, la testa e le persone che ti stanno accanto. È stato il mio primo Passatore? L’UNICO! :) (<strong>Raffaele Nicolussi &amp; Roberto Gaudenzi</strong>)</p>



<p>Ero partito già con un’infiammazione al femorale sinistro, quindi con un handicap non da poco. Le salite le ho sofferto tantissimo, soprattutto quella della Colla: faceva caldissimo già alla partenza, una cosa davvero tremenda e faticosa. Sulla Colla ho camminato parecchio perché i femorali facevano male e ogni passo pesava. Arrivato in cima, però, ho mangiato un piatto di pasta e lì sono praticamente rinato. La lunga discesa di circa 15 km fino a Marradi è andata molto bene: correvo sciolto, stavo decisamente meglio e ho ripreso quasi tutti quelli che mi avevano superato sulla Colla. Dopo, però, il dolore al femorale è tornato a farsi sentire. Camminavo anche piano rispetto a chi riusciva a fare una camminata veloce. A Marradi finisce la vera discesa e iniziano i continui saliscendi fino all’arrivo: lì ho rallentato e ho cercato di gestirmi. Tra un ristoro e l’altro ho quasi sempre alternato corsa leggera e cammino, tranne nell’ultimo tratto, dall’ultimo ristoro fino alla fine, dove ho continuato a corricchiare e camminare insieme. Con il passare dei chilometri andavo sempre più piano, fino ad arrivare intorno agli 8 minuti al chilometro.Ai ristori ho bevuto tantissimo e ho mangiato tutto quello che sentivo di riuscire a mandare giù: banane, pane con la marmellata, tè c ldo, brodo caldo. Alla Colla ho mangiato anche la pasta perché ne avevo davvero bisogno. Ho fatto un po’ di casino a Casaglia, al km 53, con il cambio vestiti. Non avevo capito bene come funzionasse la consegna del borsone e mi hanno dato uno zainetto per il cambio; lì si è anche rotta la zip e ho perso un po’ di tempo. Esperienza che servirà per la prossima volta. Alla fine ho chiuso in 14 ore, 37 minuti e 50 secondi, e per me va più che bene. Sono arrivato praticamente due minuti dopo l’alba ufficiale, quindi ho tagliato il traguardo all’alba: una cosa davvero bellissima. La prima parte l’ho sofferta molto, mentre la seconda me la sono goduta decisamente di più. La notte, dalla Colla fino a Marradi, è stata spettacolare: un serpentone infinito di lucine sulle stradine e nei paesini, e la sensazione di non essere mai davvero solo. C’era sempre gente intorno, chi correva e chi camminava, ed è stato davvero emozionante. Da Marradi fino alla fine ho ricominciato a soffrire, ma lì era soprattutto stanchezza più che dolore vero da infiammazione. Ho stretto i denti e sono andato avanti bene fino all’arrivo. Alla fine, insomma, sono davvero contento. (<strong>Andrea Paluzzi</strong>)</p>



<p>Seconda mia partecipazione dopo quella del 2024 , iscritto così senza un motivo ma solo per riprovare il percorso più iconico delle gare da 100 su strada. Caldo infernale dalla partenza fino ai primi 30 km che mi ha segato le gambe facendomi pensare più volte a mollare, ed è solo grazie a Vanessa che mi ha spinto a continuare quando mi sentivo un sacchetto dell&#8217;umido con le gambe di massello che tra imprecazioni varie ho continuato. Piano piano le temperature sono diventate accettabili ed ho cominciato a macinare chilometri con più tranquillità, la salita della Colla fatta in gestione senza andare sopra giri e le discese in spinta senza esagerare. Ma questa volta ad abbandonarmi è stata la pancia che ha iniziato a darmi noia dal 60°km in poi con fitte tremende che mi costringevano a fermarmi e camminare e soprattutto non mi permettevano di nutrirmi ed integrare al meglio. Andato avanti ad acqua gasata e limone poi la situazione è leggermente migliorata e stringendo i denti e combattendo contro la noia degli ultimi 25 km sono riuscito a chiudere arrivando a Faenza con un tempo migliore di quello di due anni fa. Non avendo corso praticamente mai su asfalto e senza preparazione specifica mi ritengo molto soddisfatto soprattutto per aver tenuto mentalmente nella difficoltà. Anche questa portata a casa ed ora riposo che ho un po&#8217; di nausea da corsa.<br>Un mega immenso grazie aVvanessa che mi ha aspettato in molti ristori dandomi una carica incredibile, senza di lei non credo avrei fatto meglio! (<strong>Alessandro Federici</strong>)</p>



<p>E ancora, <strong>Riccardo Falcione</strong> che non è un tipo emozionale ha analizzato più attentamente <em>come reagisco a un regime di metabolismo dei grassi e migliorato la gestione del corpo </em>..</p>



<p><strong>Elena Lorati</strong> condivide tutto quanto detto dagli altri, però la curiosità ogni tanto le fa prendere il telefono in mano per leggere le sensazioni dei compagni di viaggio.. ha comprato tutte le foto!</p>
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		<title>I PRIMI CALDI, I PODI, I BARBECUE, E&#8217; ARRIVATA L&#8217;ESTATE!</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2026 09:25:38 +0000</pubDate>
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<p>Si soffrono i primi caldi al <strong>Giro del Lago di Vico</strong>, ottima intuizione la partenza alle 8,30 con il sole non a picco che ha permesso ai runners di ripararsi con l&#8217;ombra degli alberi sul percorso. <br>Siamo state una delle poche squadre, forse l&#8217;unica, con il Gazebo. Per questo un grazie sempre al Presidente e a chi lo ha aiutato. Il percorso è ondulato che con il sole si rivela un mix letale che ha fatto correre tutti in maniera più prudente rispetto al solito. Il percorso come di consueto è stato interamente chiuso al traffico e gli atleti hanno corso in un silenzio irreale, a volte piacevole, a volte inquietante, intorno solo campagna, alberi e noccioleti. Si intravede anche qualche scorcio di Lago sullo sfondo. Le buche e la sabbia sono sempre li, dagli anni passati, poi si arriva alla parte finale, la più impegnativa, l&#8217;ultima salita, e la picchiata finale di circa 400mt, con la curva a gomito che ti porta al traguardo. <br>Il percorso breve di 8,4km è molto tosto, partenza in salita, in pratica è il segmento finale della lunga, giro di boa e si ripercorre la salita e la picchiata al traguardo. <br>Molti di noi a premio, per la breve femminile 2 podi: Valeria Lori 2a donna, e Martina Moscetta 3a. Per le categorie, Elisabetta Ricchi 2a F60 e Loredana Frallicciardi 1a F65. Podio maschile, Gaetao Vitale 3°mentre per le categorie Alessio Zannini 1° M45, Daniele Trappolini 1° M60, Angelo caffari 3° M65. In pratica degli 8 bradipi presenti tutti a premio! Complimenti.<br>Per la 21km Giulia Giambartolomei sul podio, arriva 3a. Per le categorie Chiara Ferraris appena rientrada da infortunio 1a F35 e 4a donna, Carla Mazza 1a F55, Beatrice Bernabini 1a F60, seguita da Rosaria Pulvirenti 2a F60, Lorena Iglesias 2a F50, Serena del Regno 2a F35. Per la maschile Roberto testero 2° M45, Alessio Biagioni 1° M50, Marco Cipriani 2° SM, seguito da Giuanluca Fiorentino 3°. Luciano Quattranni 2* M40, Luciano valeri 1° M70, Alessandro Coianiz 3° M60 (Pacer).</p>



<p><span style="text-decoration: underline;">Infine la squadra 1a per numero di atleti, eravamo 68</span>.</p>



<p>La giornata si chiude con un bel barbecue a bordo lago, una piccola festa quasi in chiusura di stagione. Un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito al successo di questa giornata, in particolare ai fuochisti, vera anima di ogni Barbecue che si rispetti.</p>



<p>Carino il gioco di parole della <strong>80 voglia di corsa</strong>, 10km svolta al poligono di Monte Romano (VT). Competizioni generalmente in sordina che hanno invece organizzazione accurata e spirito benefico. L&#8217;intero incasso è stato devoluto alla Onlus di Viterbo che si occupa di ragazzi con la sindrome di down. Interessante sottolineare che oltre alla competizione atletica, un ruolo centrale è stato ricoperto dall&#8217;area espositiva e dimostrativa dell&#8217;Esercito. Grande interesse ha suscitato lo stand del <em>Centro di addestramento tattico (Cat)</em>, nel quale i numerosi visitatori hanno potuto osservare da vicino le moderne tecnologie addestrative. Sono stati simulati scenari operativi reali e complessi, evidenziando la piena integrazione tra tecnologia e preparazione tecnico-professionale propria del soldato moderno. Da mettere in agenda per il prossimo anno. Per quanto riguarda la competizione, alla gara su strada la bandiera bradipa l&#8217;ha tenuta Mauro Mazzeo, (2° Cat C). Prevista anche la <strong>campestre di 20km</strong> alla quale era presente Gian Piero Di Giulio.</p>



<p><strong>Rincorriamo la Pace per Emergency</strong>, alla sua 11esima edizione, raccoglie fondi per le attività e i progetti di <em>Emergency</em> con partenza presso la Pineta di Castel Fusano. Tra i 16 Bradipi presenti Carla Della Bella 2a F65. Premiati anche gli atleti Fispes Ada Amirata ed Emanuele Columbu.</p>



<p>Altra 10km la <strong>Corri Maccarese</strong>, la manifestazione, alla sua 2a edizione, intitolata a Fabrizio Bossoni, motociclista scomparso in un incidente sul Grande Raccordo Anulare. Il percorso è pianeggiante principalmente sul lungo mare. I bradipi presenti: Daniele Bensaadi, Angelo Di Gianmarco, Gabriele Elisei, Francesco Russo, Vitaliano Perfetto, Ilaria Reali. </p>



<p>Anche la <strong>Maratonina Azzurra</strong> è all&#8217;insegna delle Forze Armate. La partenza prevista presso la sede di Borgo Piave dalla 4ª Brigata Telecomunicazioni e Sistemi per la Difesa Aerea e l’Assistenza al Volo. si rivela una vera e propria festa dell&#8217;Areonautica Militare. Alla partenza infatti militari e runners affronteranno il percorso di 11km. Tra i Bradipi presenti, Sophie Brunetti 3a F35, Massimiliano Indaco, Fabio Ferrazza, Valentina Evangelisti. </p>



<p>Bradipi anche alla <strong>Run For Liver</strong>, evento dedicato alla promozione della salute e della prevenzione attraverso l&#8217;attività fisica. L’appuntamento è fissato presso il quartiere di Trigoria ove è presente un vero e proprio villaggio della salute, con screening gratuiti. Per la parte agonistica, Federico Boni 1: SM e 8° assoluto, Luca Ugo 3° M50, Samuele Boldrin 1: M55 mentre Ludovica Garro 3a SF. Presenti anche Paolo Gallo, Lorenzo Cuda e Patrizio Carapellese.</p>



<p>Ai Campionati individuali Master 5 km su strada, a Misano Adriatico Christian Alimonti lima di 20 secondi il suo precedente PB, scendendo a 20.47.<br></p>



<p>Per le gare all&#8217;estero Iolanda Falcone a <strong>Edimburgo per la mezza maratona</strong>, in un contesto più ampio di competizioni, tra cui la Maratona. Gara bellissima, tempo meraviglioso e caldissimo. Gara con diversi saliscendi costeggiando il Fiordo del Mare del Nord da Portobello a Prestongrange tra musica, applausi, caramelle. Caldo insolito ma gradito dove si solito fa da padrone il freddo e il vento, </p>



<p>Altra <strong>Maratona a Cape Town</strong>, con percorso molto impegnativo, in un contesto moldo differente da qualli solitamente calpestati. tantissimo tifo e ottima organizzazione. per i bradipi Sonia Scialanca e marco Novelli per la 42k Eva Brundo sulla 10km. <br><br>Manca qualcosa? SI i <strong>100km del Passatore</strong>, ma per questo facciamo un racconto a parte.. </p>



<p><br></p>
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