La moda imperante (e che non sopporto, sia chiaro) è chiedersi perché si spendano badilate di denari per partecipare a una gara. La risposta è nel titolo. Sentirselo dire dopo 10, 13 o 14 ore di fatica rende bene l'idea dello stato d'animo di chi riesce a tagliare quel traguardo. Si apre una piccola finestra su quel senso d'invincibilità che cresce ora dopo ora e al traguardo diventa granitica certezza.

A Cervia 2026 è stato il giorno dei Dioscuri del triathlon: i gemelli diversi della PMA, le leggende del Giromare, Don Chisciotte e Sancho Panza della zona cambio, i Batman e Robin della Colombo. Insomma, i nostri Pasquale e Marco!!!

Come tutto è cominciato

La storia parte da lontano, inizio 2025, con un telefono che squilla. Si sa, tutte le storie avvincenti iniziano con un telefono che squilla nella notte piovosa… ma questo era un normalissimo e noioso pomeriggio di lavoro.

Dall'altra parte c'è Pasquale. Lo conosco, ci incrociamo su via di Grotta Perfetta. Oltre a essere un cazzone panato, è fortissimo: so che corre veloce, ma non ho una misura. Mi chiede se lo alleno, perché vuole fare un IM e vivere quell'esperienza. La cosa mi lusinga, ma devo ammettere la mia scarsa esperienza: ho preso la certificazione da poco e pratico questo sport da poco. "Se accetti di fare la cavia, si può fare." Contro ogni rosea previsione accetta, e iniziamo ad allenarci. Light, per il momento.

Poi squilla un altro telefono (se fosse un giallo di Agatha Christie, ci sarebbero tutti gli ingredienti per tenervi incollati alla pagina). Stavolta è sera, ma non piove e non sto lavorando. È Marco. Non lo conosco: si è aggregato al gruppo della neonata sezione di triathlon della PMA, ma non mi pare di averlo mai visto. Stessa storia: vuole fare un IM e vuole che lo alleni. Rompo gli indugi: partiamo!!!

Per entrambi organizziamo un avvicinamento a tappe: 70.3 di Cervia a settembre 2025 e IM nel 2026. Rompiamo il ghiaccio con la mezza distanza e poi spacchiamo di brutto sulla lunga!

La seconda vita

Da quel momento la vita dei ragazzi cambia. A quella che già avevano (casa, lavoro, famiglia) se ne affianca una seconda, quella sportiva. Nel 2025 gli allenamenti sono impegnativi e lunghi, ma ancora potabili.

Marco partecipa a qualche gara e mette in luce le sue doti di ex pallanuotista: nuota letteralmente come uno squalo. Quando entra in acqua e non trova la rotta libera, ti passa sopra senza complimenti (l'ho visto con gli occhi di questa faccia: impressionante!). Nonostante la mole, va forte anche in bici e nella corsa.

Pasquale è la vera sorpresa. Alla prima uscita in bici si spara 100 km con un gruppo di amatori allenati e porta a casa la distanza senza problemi. Incredibile! Nella corsa, come detto, va forte come il vento; nel nuoto parte bene: non è Marco, ma non è neanche l'ultimo dei fessi!

Il 70.3 va bene. Nonostante gli acciacchi, l'entusiasmo mette le ali ai piedi e i due si buttano nella preparazione dell'IM. Pasquale vuole seguirmi a Lanzarote, e io lo sconsiglio caldamente. È vero che va forte ovunque, ma come prima prova (forse l'ultima) conviene un percorso amico, che non aggiunga difficoltà. Non senza qualche riluttanza, la prova sarà Cervia.

Ed è qui che tutto si complica. La seconda vita sportiva sgomita, fa la bulla con la prima, è prepotente, si allarga: vuole e ha bisogno di spazio.

Marco la gestisce in modo lineare, avendo un po' più di tempo a disposizione. Pasquale, invece, sorprende di nuovo: mette in ogni allenamento una ferocia e una determinazione che fanno spavento. Incastra tutto con la vita facendo cose impensabili (allenamenti alle 4 di mattina o alle 22, per 2-4 ore: mette paura solo a ripensarci) e non lascia per strada nemmeno un chilometro.

Gli ultimi allenamenti sono uno stillicidio di lamentele e stanchezza: la preparazione, lunga e intensa, presenta il conto. Sono stanchi e non ne possono più… ma il Cocce non ha dubbi. Tiene la barra a dritta e sa che il tapering porterà benessere ed energie.

Il giorno della gara

Il giorno della gara è un crescendo. Si parte alle 7:45 e noi siamo tutti con il tracking in mano a vedere cosa fanno.

Come da attese, Marco esce in T1 in 55' (lo ripeto meglio: 3800 m in acque libere in CINQUANTACINQUE minuti… mostro!!!). Pasquale lo segue in poco più di un'ora: spaziale!

In bici partono forte. L'inizio è complicato da un simpatico vento contrario, ma a guardare le loro velocità se ne accorgono in pochi. Pasquale recupera e supera Marco, anche questo era atteso. La frazione fila liscia e soprattutto veloce: Pasquale chiude in 6 ore, Marco in 6 ore e 13 minuti. Due furie.

Ma è dalla T2 che i due firmano il vero capolavoro. Pasquale corre a sensazione, si sente bene, le gambe girano (sì, lo so, gli avevo detto di non farlo: ma ci avete sentito voi, che non c'eravate?) e parte fortissimo a 4'30", per poi scendere a più miti consigli. Chiude in 4 ore e 5 minuti. Sì, dopo il nuoto e la bici. Fa paura!

Marco è più regolare, parte un po' più lento e chiude in 4 ore e 27 minuti. Spaziale!

Entrambi finiscono sotto le 12 ore al primo tentativo: Pasquale in 11 ore e 27 minuti, Marco in 11 ore e 57.

Che dire? Benvenuti nel ristretto club degli Ironman: ci siete entrati dalla porta principale!!! Congratulazioni, ragazzi!!!